A Corbetta tanti servizi, tasse sospese e 1,3 milioni di euro per il sostegno alle famiglie, alle imprese e per le nuove opere, a Magenta poco nulla fino a maggio, quando la fase acuta dell’emergenza era già finita

8 GIUGNO 2020

di Francesca Ceriani

MAGENTA-CORBETTA (MILANO) – Non basta lo spazio per spiegare quello che il Comune di Corbetta ha messo in campo durante questi 3 mesi di emergenza sanitaria. Per Magenta, invece, bastano poche righe. Il confronto è impietoso.

Marzo a Corbetta

Nella Città del Santuario il sindaco Marco Ballarini ha messo in moto la macchina amministrativa sin da inizio marzo, con distribuzioni gratuite del gel per le mani e con l’attivazione del piano ‘Salva Corbetta’ (300.000 euro tra bonus alle famiglie in base al numero di figli, bonus anziani e disabili, rinvio della tassa rifiuti e bonus sport).

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Il ‘Piano Marshall’

Ad aprile, poi, è stato avviato il progetto ‘Nuova Alba’, una sorta di ‘Piano Marshall’ con aiuti consistenti sia alle famiglie sia alle aziende: sanificazione gratuita dei negozi e delle automobili, azzeramento della tassa di occupazione suolo pubblico, potenziamento dello sportello lavoro in municipio.

300.000 euro per la scuola

A maggio, invece, la giunta ha previsto il pagamento garantito e veloce delle aziende che hanno eseguito lavori per il Comune, oltre allo stanziamento di 300.000 euro per aiutare le famiglie nel pagamento delle rette delle scuole private e paritarie e per sostenere l’accudimento dei figli.

Il market drive

In vista della fine del lockdown, poi, il Comune ha poi pensato al market drive: la spesa al mercato settimanale senza scendere dall’auto. La Polizia locale ha inoltre redatto la planimetria dei locali per studiare insieme la riorganizzazione degli spazi in vista della riapertura.

700.000 euro di opere

Infine, sono stati investiti oltre 700.000 euro per le manutenzioni delle scuole ed è stata sospesa l’Imu fino al 30 settembre.

Magenta a rilento

Sul versante magentino, invece, poco o nulla. Il sindaco Chiara Calati è stata carente nelle comunicazioni (non si chiedevano cinque avvisi al giorno, come a Corbetta, ma comunicazioni più veloci ed efficaci sarebbero state gradite) e, dal punto di vista economico, le lacune sono state parecchie.

Marzo da dimenticare

A marzo ci si è limitati alla sanificazione dei luoghi pubblici e all’attivazione di una rete di volontariato per aiutare le famiglie in quarantena. Ci si è poi accodati all’iniziativa di Confcommercio per stilare un elenco di attività che proponevano le consegne a domicilio, ma di aiuti economici concreti per famiglie e commercianti nemmeno l’ombra.

Aprile senza infamie e senza lodi

Non è andata meglio ad aprile, dove si registra soltanto la distribuzione delle mascherine e l’erogazione dei buoni spesa finanziati con i fondi del Governo (332 le domande soddisfatte).

Maggio, i provvedimenti in ritardo

Infine i provvedimenti di maggio: 232.450 euro di sostegno alle famiglie, con fondi per i servizi scolastici, ulteriori buoni spesa e sostegno per i centri estivi e per le rette delle scuole private e paritarie. Il tutto deciso il 18 maggio. Un po’ in ritardo, forse, visto che l’apice dell’emergenza era ormai passato.

Commercio dimenticato

Ma l’amministrazione non ha fatto nulla per i commercianti, che ancora aspettano di sapere se ci saranno aiuti per loro. E nessun rinvio o azzeramento delle tasse. Insomma, un po’ poco per una città che dovrebbe guidare il territorio.

Copiare, perché no?

Sarebbe bastato guardarsi attorno, proprio nel Comune accanto, per avere un’idea di come si sarebbe potuto agire. Ma anche per copiare bisogna essere ‘tagliati’.

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