Il dramma di due coniugi di Busto Garolfo, nel Milanese, entrambi ricoverati a Legnano per Covid. Il racconto della figlia: “Ho ospitato i miei genitori per curarli. Quando ho avuto i sintomi, per fare il tampone, sono stata costretta a ricorrere a una struttura privata”. Il Comune rimedia ai disastri della sanità lombarda

9 DICEMBRE 2020

di Lorenzo Rotella

LEGNANO-BUSTO GAROLFO (MILANO) – Nel pieno della seconda ondata, la 44enne Cindy Gubala – residente a Legnano, di origini filippine e tata in una famiglia di Milano da quasi 4 anni – ha deciso di raccontare a Libera Stampa l’Altomilanese la sua storia e quella dei suoi genitori, entrambi residenti a Busto Garolfo. Cindy ha due figli, è separata da 10 anni e vive in Italia da 24 anni.

I primi sintomi

Alla fine di ottobre, vista la situazione sanitaria e per venire loro incontro, ha deciso di ospitare sua madre e suo padre. “Il mio incubo Covid – spiega – inizia il 24 ottobre. Il giorno prima, tornando a casa con vari mezzi a causa di disguidi a treni e metro, avverto molta stanchezza. Il giorno seguente, mentre inizio a sentirmi un po’ male, mio padre mi dice che non sente più il gusto. Chiamo subito il mio medico curante, ma mi risponde un sostituto. Prevede l’isolamento fino al 5 novembre, prolungato poi fino a inizio dicembre, ma non mi prenota il tampone”.

Tampone da 108 euro

Cindy vuoleo sapere se è contagiosa o positiva, perché i suoi genitori hanno patologie. Riesce infine a prenotare, ma solo privatamente: “Mi reco in una struttura a Legnano e spendo 108 euro. Sono positiva. Intanto ho avuto febbre e tosse”.

I genitori si aggravano

Sostieni la Libera Informazione


Sul nostro giornale on line trovi l’informazione libera e coraggiosa, perché noi non abbiamo padroni e non riceviamo finanziamenti pubblici. Da sempre, viviamo soltanto grazie ai nostri lettori e ai nostri inserzionisti. Noi vi offriamo un’informazione libera e gratuita. Voi, se potete, dateci un piccolo aiuto.

In quelle due settimane, per Cindy è l’inferno: “Il 28 ottobre mio padre non si sente bene, mia madre non si alza dal letto. Chiamo l’ambulanza e portano via prima lui, poi lei. Il 30 ottobre mia madre viene dimessa dall’ospedale di Legnano: pago 60 euro per il servizio di trasporto. Le lasciano però attaccati dei fili per le flebo, che bisogna togliere. La riportano in ospedale e per fortuna il Comune di Busto Garolfo s’incarica di riportarla a casa, evitandoci un’altra spesa”. Il padre, invece, “è ricoverato in terapia intensiva e sta combattendo la sua battaglia. Spero soltanto che ce la faccia e venga dimesso prima possibile”.

I COMMENTI