Un uomo appassionato, che credeva nella politica e che non ha mai smesso di lottare per le sue idee: così viene descritto Franco Gelati, ucciso dal Coronavirus. Le lacrime del sindaco, il ricordo degli amici

20 marzo 2020

di Deborah Alì

CASTANO PRIMO (MILANO) – Castano Primo piange Franco Gelati, vittima del Coronavirus. In questi giorni in tanti si sono riuniti attorno alla famiglia di Gelati per cercare di alleviare il loro dolore e tentare di colmare il grande vuoto che ha lasciato nei cuori di chi lo amava. Un abbraccio virtuale, non potrebbe essere altrimenti, con numerosi messaggi per ricordare un grande uomo.

Le lacrime del sindaco

Il sindaco Giuseppe Pignatiello nel comunicare la dipartita di un castanese a causa del terribile COVD-19 aveva il viso segnato dal dolore, le lacrime agli occhi e la voce smorzata dalla commozione. Pignatiello non aveva pronunciato il nome di Franco Gelati, ma nel giro di pochissimo tempo, la notizia era iniziata a circolare.

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L’Anpi: “Questo maledetto virus ha ucciso Franco”

Sulla pagina Facebook del Coordinamento sezioni ANPI territorio Altomilanese è apparso il triste messaggio: “È mancato il nostro compagno e amico Franco dell’Anpi di Castano Primo. Questo maledetto virus. Ciao Franco”.

Il ricordo

Giuseppe De Santis lo ricorda così: “Ho avuto contatti diretti con lui ragioni politiche fini a quando ho militato nello stesso partito. La mia delusione per la politica mi ha impedito la militanza e, dopo il 2014, è rimasta solo una cara amicizia e stima reciproca. Franco era una persona che non si arrendeva mai. Aveva l’ottimismo nel Dna e non ha mai smesso di sperare e di lottare”.

“Mai smettere di lottare”

“Mi rimproverava, amichevolmente, proprio questo. Non ha mai smesso di lottare nelle cose nelle quali credeva e – aggiunge l’amico De Santis – aveva un senso del rispetto che non ha eguali”.

L’ex sindaco Sanson: “Persona di grande caratura”

Anche Fasto Sanson, ex sindaco di Castano Primo, lo ricorda sulla sua pagina Facebook: “L’ho conosciuto molti anni fa, veniva da Milano e aveva scelto Castano Primo per risiedere e per continuare a sviluppare con passione la sua attività politica. È stata una persona di grande onestà materiale e intellettuale, che ha sempre dato un fattivo contributo in tutte le formazioni in cui è stato, sempre rigorosamente nel campo della sinistra. Di lui ho sempre avuto grande stima, che è rimasta tale anche quando i percorsi si sono divisi, ma tra noi non è mai mancato il rispetto. Quando ho saputo che stava lottando intubato contro questo terribile virus ho sperato che potesse farcela purtroppo l’esito è stato infelice. Che la terra ti sia lieve”.

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