Un uomo di Corbetta, appassionato di pesca, non ha voluto aspettare il lockdown e si è recato sul Ticino a Golasecca. Sorpreso dai guardiaparco, ha evitato la denuncia ma non la sanzione

11 MAGGIO 2020

di Attilio Mattioni

CORBETTA (MILANO) – La passione per la pesca è costata cara a un 61enne di Corbetta, nel Milanese, sorpreso dai guardiaparco all’alba di domenica 3 maggio, sulle rive del Ticino, nel territorio del comune di Golasecca, in provincia di Varese.

I fatti

L’uomo era partito da casa prima del sorgere del sole, incurante del divieto di spostarsi, se non per gravi necessità. A bordo della propria auto, è uscito dalla superstrada all’altezza dell’aeroporto di Malpensa, per poi percorrere una strada sterrata che lo ha portato in un’area boschiva, dove ha parcheggiato.

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Il controllo

Da lì ha raggiunto a piedi un’ansa del fiume e ha iniziato a pescare con la sua canna. Pensava di essere al sicuro, ma a finire nella rete non sono stati i pesci del fiume azzurro ma proprio il pescatore. Una pattuglia di guardiaparco si è infatti imbattuta nell’auto dell’uomo e da lì è stato un gioco da ragazzi individuare il corbettese.

La ‘confessione’

Una volta scoperto, all’uomo non è restato che ammettere di aver ceduto alla sua passione di una vita: la pesca. A quanto si è capito, non era la prima volta che l’uomo sfidava il lockdown per cercare di catturare qualche pesce.

La multa

Questa volta gli è andata male e la multa è stata salata: 500 euro tondi. Forse anche perché mancavano poche ore alla fine del divieto assoluto di uscire dal proprio Comune, il 61ene non è stato denunciato. E’ però dovuto tornare a Corbetta con la coda tra le gambe. Dovrà, almeno per un po’, appendere la canna al chiodo. 

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