Bilancio tragico nel nostro territorio tra Arluno, Bareggio, Arconate, Buscate, Legnano e Parabiago. L’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada: “Aumento vertiginoso, colpa dello stress post Covid-19”

22 GIUGNO 2020

di Redazione

ALTOMILANESE – Una settimana tragica per il nostro territorio, dove gli incidenti stradali sono in costante aumento dalla fine del ‘lockdown’. Secondo l’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, questo sarebbe uno degli effetti del Coronavirus.

Bilancio tragico

Solo nell’Altomilanese, negli ultimi 10 giorni, si contano 4 incidenti che hanno insanguinato le nostre strade. Il bilancio è da dimenticare: 3 morti e 5 feriti in condizioni gravi.

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Investito ciclista

Il primo scontro fatale si verifica sabato scorso, 13 giugno, ad Arluno. Sono circa le 16, quando una moto di grossa cilindrata sta percorrendo via Adua. Ai lati della carreggiata corre una pista ciclabile, da cui sbuca all’improvviso un uomo in bicicletta. L’impatto è violentissimo.

La corsa in ospedale

Il centauro, A.M. di 24 anni e residente a Milano, viene trasportato con l’elisoccorso in codice giallo all’ospedale Niguarda. Ha una prognosi di 60 giorni. Il ciclista, A.S. di 55 anni e residente a Bareggio, è invece molto più grave: nonostante i primi soccorsi, muore durante il viaggio verso il nosocomio di Magenta.

Volo nel fossato

La sera di domenica 14 giugno a Vermezzo con Zelo a perdere la vita, a bordo di un’Audi, sono stati il parabiaghese 36enne Michele Francesco De Chirico e l’amico 45enne Ruggero Fiore, di Legnano, mentre viaggiano sulla Provinciale 30 Vermezzo-Rosate e si immettono sulla Vigevanese lungo il ponte sul Naviglio. Ma all’altezza della curva, De Chirico perde il controllo del mezzo.

Un salto di 7 metri

L’auto sfonda la barriera, facendo un salto di oltre 7 metri e finendo nel fossato. De Chirico, dentista di professione, era residente a Parabiago. Nel 2013 era stato vicepresidente dell’Adri, l’associazione di medici dentisti laureati in Romania che lavorano in Italia. Aveva fondato due cliniche in Italia (Milano e Pescara) e una in Romania (Bucarest).

Frontale violento

A Buscate un brutto incidente ha coinvolto due vetture. Lunedì scorso, 15 giugno, poco dopo le 21.30, due automobili si scontrano frontalmente in via per Cuggiono. Due uomini in gravissime condizioni: uno di 44 anni residente ad Arluno e uno di 48 anni di Arconate.

Auto distrutte

Lo schianto è stato violentissimo e le carrozzerie del Peugeot 2008 e della Honda Civic si accartocciano a causa dell’impatto, impedendo ai soccorritori di estrarre gli autisti dal posto di guida. È necessario un lavoro di circa un’ora da parte dei Vigili del fuoco prima di poter liberare i due uomini.

Feriti gravi

Dopo le prime cure i due conducenti vengono portati in codice rosso al pronto soccorso. La dinamica dell’incidente è ancora al vaglio degli inquirenti. Lunedì sera l’asfalto della strada era bagnato a causa del temporale.  

Pedone investito

Giovedì 18 giugno una donna di 38 anni viene investita da una moto mentre percorre viale Lombardia, in prossimità della piscina comunale. Circolazione bloccata per ore. La donna rischia la semiamputazione di un braccio e di una gamba, mentre il centauro ha riportato la frattura di un braccio.

Grido d’allarme

L’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada da alcune settimane mette in evidenza alcuni fattori: in Italia gli incidenti automobilistici nella fase 2 e 3 di riapertura post Covid-19 sono aumentati vertiginosamente, superando i livelli di pre pandemia.

Stress post Covid

Una prima ipotesi porta a ritenere che, dopo mesi di inattività, i guidatori si siano disabituati a condurre l’auto, abbassando i livelli di efficienza e di abilità, ma un’analisi più accurata mette invece in risalto fattori di natura psicologica. La condizione di stress e sovraccarico, che l’emergenza Covid-19 ha generato, si somma alla pressione del quotidiano.

A cura di Francesca Ceriani, Lorenzo Rotella, Deborah Alì e Francesco Bagini

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