A Busto Garolfo, nel Milanese, un cittadino si sfoga contro un condomino affetto da Coronavirus, il quale ha taciuto sulla malattia pur continuando a frequentare gli spazi comuni. Il sindaco: “Comprendo la paura, ma non facciamo la caccia agli untori. Se si seguono le regole, non ci si ammala”.

8 APRILE 2020

di Ersilio Mattioni

BUSTO GAROLFO (MILANO) – “Un grave fatto si è verificato nel mio condominio a Busto Garolfo. Un condomino affetto da Covid-19 si è deciso a renderlo noto solo dopo 2 settimane. Il suo comportamento ha messo a repentaglio tutti noi, che ignari continuavamo la nostra vita senza precauzioni e disinfestazioni. A tale proposito la Polizia locale era al corrente della situazione, ma non ci ha detto nulla”. Comincia così lo sfogo di un cittadino di Busto Garolfo, nel Milanese, che accusa sia il condomino affetto da Coronavirus sia le Forze dell’ordine e la pubblica amministrazione, inviando un messaggio direttamente al sindaco.

Il sindaco risponde

Il sindaco di Busto Garolfo, Susanna Biondi, ha prontamente risposto al cittadino, ricordando che “nessuno è autorizzato a rendere pubblici i nomi delle persone che hanno contratto il virus. La legge italiana, per fortuna, garantisce la privacy sui dati sensibili e lo stato di salute di una persona certamente lo è. Quindi nessuno deve comunicare in quale situazione di salute si trovi a nessuno, neppure all’amministratore del condominio che, fino a prova contraria, non ricopre il ruolo di autorità sanitaria e neppure pubblica”.

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“Rispettando le regole nessuno si ammala”

Ma il sindaco non si è sottratto al delicato tema sollevato: come ci si può sentire sicuri, di fronte a episodi di questo genere? “Semplicemente rispettando la regole che sono state indicate. Non si viene contagiati – ha aggiunto Biondi – perché abbiamo l’appartamento vicino a un potenziale ammalato. I casi di contagio accertato o anche quelli di contatto stretto sono obbligati a stare a casa in isolamento e quindi non possono infettare gli altri condomini (escono solo per recarsi a fare i tamponi a fine malattia e hanno tutte le indicazioni sui comportamenti da tenere)”.

“Tutti potremmo essere positivi senza saperlo”

Il primo cittadino ha poi affrontato il problema delle sanificazioni: “Le circolari raccomandano la sanificazione degli spazi comuni anche nei condomini, indipendentemente dal fatto che lì si trovi un caso accertato di Covid-19. In realtà tutti possiamo essere positivi al virus senza neppure saperlo perché asintomatici. E’ quindi necessario lavarsi spesso e bene le mani, soprattutto al rientro a casa, evitare di toccarsi il volto, uscire il meno possibile e comunque usando la mascherina e rispettare sempre le distanze di sicurezza”.

“Non mettiamo in difficoltà chi è ammalato”

“L’invito più accorato e sincero che vi faccio – ha concluso il sindaco – è quello di non lasciarsi andare ad attacchi che possono sembrare indirizzati a chi è ammalato o che comunque possano metterlo in difficoltà. Il periodo è difficile per tutti ma cerchiamo di rimanere umani”.

“Restiamo umani”

Infine, un appello “a mettersi nei panni dell’altro, di chi si trova ad affrontare questo male e magari se lo è preso non per incoscienza, ma perché si è dovuto esporre in prima linea in questa battaglia. Pensate al personale sanitario, ai lavoratori dei supermercati, ai componenti delle Forze dell’ordine, agli autotrasportatori. Loro non si sono potuti fermare e neppure chiudersi in casa al sicuro”.

Nessuna caccia agli untori

Se un cittadino si ammala, infatti, deve isolarsi dagli altri, vivere separato dai suoi cari anche all’interno della propria casa. “E adesso – ha aggiunto il sindaco Biondi – vogliamo far sentire questi cittadini degli untori, perché hanno percorso le stesse scale o hanno preso l’ascensore che prendono anche gli altri? Comprendo la paura, ma guardate che non è così che ci si ammala. Seguite con rigore le regole e andrà tutto bene”.

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