L’Antitrust chiede documenti e chiarimenti a Carrefour, Lidl, MD ed Eurospin. Dubbi anche su Coop e Conad, ma solo in alcune regioni. Federconsumatori: “A marzo aumenti anche del 35%”

11 MAGGIO 2020

di Ersilio Mattioni

ROMA – Chi specula sul Coronavirus? Se lo chiedono in molti, tra cui l’Antitrust. Dal mese di marzo – sicuramente il momento più difficile, dato dall’inizio delle restrizioni domiciliari – gli italiani sono stati vittime di una particolare ansia da cibo. E allora la spesa è diventata una specie di fissazione, accompagnata dal timore che i generi alimentari potessero scarseggiare o addirittura terminare.

Chi ne approfitta?

Al netto della psicosi collettiva (che andrebbe discussa in termini medico-sanitari), qualcuno avrebbe approfittato dall’ansia degli italiani per aumentare i prezzi a dismisura. Così alcuni celebri nomi della grande distribuzione sono incappati nell’Antitrust che, su segnalazione di molti cittadini, ha deciso di avviare un’indagine.

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L’Antitrust

L’organismo preposto al controllo delle regole ha chiesto informazioni su un innalzamento dei prezzi anomalo. “Le categorie incriminate, oltre i generi alimentari, sono anche i tanto richiesti generi per l’igiene come disinfettanti, guanti e detergenti”, spiega il sito di informazione www.tecnoandroid.it, che dedica al tema un ampio approfondimento.

Brand sotto accusa

Le catene a cui l’Antitrust ha fatto pervenire una specifica richiesta di documenti e chiarimenti sono Carrefour Italia, MD, Lidl ed Eurospin. Anche la Coop non è rimasta immune dall’indagine in corso, ma solo per alcuni dei suoi negozi riferibili a Coop Toscana e Coop Liguria. Stesso destino per Conad: soltanto i supermercati della Sicilia sono oggetto delle attenzioni dell’Antitrust.

Parla Federconsumatori

Federconsumatori è intervenuta nel dibattito per far notare che, da tempo, vengono segnalati aumenti anomali dei prezzi sui generi alimentari e su quelli per l’igiene. In alcuni casi tale innalzamento avrebbe toccato picchi del 35%. Il fenomeno speculativo, secondo Federconsumatori, è stato omogeneo in tutta Italia, ma leggermente maggiore nel Centro e nel Sud.

Zona rossa

La cosiddetta ‘zona rossa’ avrebbe invece subito meno il rincaro dei prezzi. In ogni caso, l’indagine dell’Antitrust è solo all’inizio ed è decisamente prematuro attribuire colpe o responsabilità. Ne sapremo di più tra qualche settimana. Se gli aumenti dovessero dimostrarsi ingenti e ingiustificati, i marchi della grande distribuzione rischierebbero multe salatissime.

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