Francesco Lena è un cittadino di Cenate Sopra, in provincia di Bergamo. Ci scrive questa lettera che volentieri pubblichiamo

19 SETTEMBRE 2020

di Redazione

CENATE SOPRA (BERGAMO) – “Gentile redazione, vi mando questo mio semplice scritto. Se ritenete utile, pubblicate”. Comincia così la lettera aperta di Francesco Lena, un cittadino di Cenate Sopra, in provincia di Bergamo. Abbiamo deciso di pubblicare il suo scritto integralmente, sia perché fa riflettere sia perché è carico di speranza.

“Cari negazionisti, venite a Bergamo”

“Cari negazionisti del Covid, in questo periodo difficile non c’è proprio bisogno di negare l’esistenza del virus né di divisioni e litigi. Vi prego di andare a vedere cos’è accaduto nelle nostre zone, dove sono venute a mancare tantissime persone. In particolare andate a Bergamo: questo vi aiuterà a capire l’immensità della tragedia”.

“Parlate con i medici”

“Andate a parlare con i medici, gli infermieri, il personale sanitario, i volontari, le Forze dell’ordine. Andate a parlare con i parenti delle persone morte per Coronavirus. Quando c’è un’emergenza come questa, bisogna collaborare per mettere in atto una strategia, un programma per salvare più vite possibili”.

“Lavoriamo insieme”

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“In queste situazioni c’è bisogno di essere uniti per reperire risorse, energie, per assumere più personale, più medici, più infermieri, per rafforzare i servizi socio-sanitari sul territorio. C’è bisogno di potenziare le rianimazioni, con più posti letto, più materiale e apparecchiature più moderne”.

“La nostra parte”

“Ora dobbiamo tutti fare la nostra parte, dobbiamo essere responsabili, dobbiamo aiutare i mezzi d’informazione a far circolare notizie scientifiche e vere, dobbiamo far crescere in ognuno di noi una coscienza nuova per la salvaguardia della salute, che le istituzioni devono garantire a tutti i cittadini e in egual misura”.

“Possiamo uscirne migliori”

“Da solo non si salva nessuno. Ognuno di noi deve dare il proprio contributo e mettere il proprio impegno per superare questo momento di crisi sanitaria, economica e sociale. Ce la faremo a uscirne e anche a essere migliori”.

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