Le norme anti Covid impediscono le benedizioni natalizie, ma la Chiesa prova a eludere il divieto con visite a chiamata, su prenotazione. “Per recuperare una relazione con i fedeli”, fanno sapere dalla Curia di Milano. Sì, certo, ma anche per non perdere le generose offerte delle famiglie

18 NOVEMBRE 2020

di Ersilio Mattioni

MILANO – La Chiesa cattolica apostolica romana, anche in tempo di pandemia, batte cassa. E le benedizioni nelle case, in prossimità del Natale, sono da sempre un’occasione ghiotta. Il parroco – o chi per lui: una suora, un laico – suona il campanello e voi già lo sapete. Dopo che la dimora è benedetta, beh, vi tocca allungare la busta.

Impossibile dire di ‘No’

Non ci si può sottrarre a questo rituale, che puzza tanto di indulgenza: come se quella benedizione debba essere in qualche modo retribuita con una generosa offerta. Pratica ormai cristallizzata, che le famiglie italiane (tutti: cattolici, laici, atei) accettano di buon grado. “Oggi viene il prete, hai preparato la busta?”, quante volte, fin da bambini, ci è capito di sentire questa brutta frase tra le mura domestiche?

Norme anti Covid

Ma quest’anno, con un’emergenza sanitaria in corso, le benedizioni natalizie non si possono fare. Grave danno per la Chiesa e soprattutto per i suoi forzieri. Ed ecco allora che spunta, come il coniglio dal cappello del prestigiatore, la soluzione magica.

Avvocati di Dio

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Alla Curia di Milano, da sempre, c’è gente pratica. Da ciò una variegata gamma di soluzioni, con una premessa: “Nonostante le limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria, la Diocesi ha scelto di garantire ai fedeli le visite nelle case in occasione del Santo Natale”. Seguono le indicazioni, elaborate dal team degli ‘avvocati di Dio’: “Il sacerdote (ma la visita potrà essere effettuata anche da suore e da laici), dovrà indossare la mascherina di tipo FFP2 o FFP3 senza valvola, non potrà essere accompagnato, si tratterrà per non oltre 10 minuti e si soffermerà sulla soglia”. Tutto rapido e indolore.

San Carlo ai tempi della peste

“Da un lato – scrive la Curia – la tutela della salute, dall’altro il recupero della relazione con i fedeli dopo i mesi della quarantena”. Poi il colpo di genio, mettendo in campo un Santo amato da tutti: “San Carlo, al tempo della peste, con sollecitudine di pastore raccomandava al clero questo servizio del Vangelo. Gli arcivescovi più vicini a noi hanno sempre valorizzato il rito della benedizione delle famiglie e delle loro case”.

In provincia

I parroci delle province di Milano, Como, Lecco e Varese si preparano dunque a benedire le case, autorizzati dall’arcivescovo Mario Delpini. Sono ammesse anche le varianti: una famiglia può prenotare la benedizione, concordando con la Parrocchia giorno e ora. Insomma, qualunque cosa purché il rito si svolga in presenza.

E le buste? Già spedite

La Curia di Milano – di soldi e di offerte – non parla. Come dire, a noi interessa solo benedire. Intanto però le famigerate buste sono già state recapitate a casa di tutte le famiglie. Adesso vanno solo riempite. E non ci si deve neppure preoccupare della provenienza del denaro. Com’è noto, per la Chiesa, “pecunia non olet”.

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