Alla Rsa Sant’Edoardo di Turbigo, gestita da Nuova Assistenza, hanno deciso di non parlare con la stampa. Il sindaco, grazie ai dati dell’anagrafe, rende noti i decessi. Un parente: “Mia madre è morta di Covid, mi dissero solo che aveva la febbre”

24 APRILE 2020

di Ersilio Mattioni

TURBIGO (MILANO) – “Non è facile fare una comunicazione come quella che sto per scrivere, perché vengono chiamati in causa affetti, sentimenti, legami famigliari. Credetemi, quando parlo di decessi mi viene difficile comunicare citando dei numeri, perché ogni persona che viene a mancare è una profonda perdita e una sofferenza per la famiglia e per la comunità. Tuttavia ho il dovere di fare una comunicazione riguardante i decessi avvenuti presso la Casa di Riposo a Turbigo e di dare risposta a domande che mi sono pervenute”. Comincia così la nota del sindaco di Turbigo, Christian Garavaglia, sulla delicata questione dei decessi nella casa di riposo Sant’Edoardo, gestita da Nuova Assistenza. Da giorni né i gestori della struttura né l’amministrazione hanno risposto alla domanda sui decessi, limitandosi a un report sulle condizioni di salute di 58 anziani ed evitando di dire che i posto letto sono 80 (60 convenzionati e 20 privati), pressoché tutti occupati fino a febbraio. Da ciò il dubbio: ma chi fine hanno fatto i 22 anziani che mancano all’appello? La risposta, purtroppo, è scontata: in molti sono morti. E nessuno, per settimane, lo reso noto ufficialmente.

I decessi

“Ho chiesto all’ufficio anagrafe – continua il sindaco – di fornirmi le informazioni aggiornate. Nei primi tre mesi dell’anno si è ha registrata una situazione molto simile al primo trimestre del 2019, a gennaio 2020 sono mancate 2 persone (nel gennaio 2019 erano state 5), a febbraio 2020 ne sono mancate 2 (nel febbraio 2019 erano state 2), a marzo 2020 ne sono mancate 6 (nel marzo 2019 erano state 2). È evidente che il mese di aprile presenta una criticità, infatti nell’aprile 2020 (fino a oggi) sono mancate 18 persone”.

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Mancata trasparenza

Dall’inizio della pandemia a oggi, quindi, sono morti 26 anziani della Rsa Sant’Edoardo. Di questi 7 sono cittadini turbighesi. Il fatto che il sindaco abbia dovuto chiedere all’anagrafe del Comune (cosa che per la verità avrebbe potuto fare molto prima e non solo dopo le pressioni da parte dei parenti dei degenti e della stampa) significa che la direzione della Rsa non ha inviato all’amministrazione nessuna comunicazione in merito. Un comportamento che fa riflettere.

Fuori la verità

Ma non finisce qui. O meglio, non può finire qui l’inchiesta sulla casa di riposo turbighese. Il report sui morti, giunto con grande ritardo, non spiega ancora nulla circa le cause della morte e i comportamenti adottati, né fornisce informazioni utili circa lo stato di salute dei dipendenti, perché gli operatori socio-sanitari sono appena stati sottoposti al tampone e la Rsa non ha chiarito quando i risultati saranno pronti. E poi ci sono le storie, come quella di un’anziana di Magnago, morta in ospedale nel giro di pochi giorni, dopo che la famiglia aveva deciso per il ricovero: “Mi dissero – racconta il figlio – che mia madre aveva 37,5 di febbre. Dopo qualche giorno mi dissero era alla fine e che avrei solo dovuto decidere se farla morire in casa di riposo o in ospedale. Ho deciso per il ricovero, scoprendo solo in seguito che aveva il Coronavirus“.

Muro di silenzio

Questa è una delle storie che abbiamo raccolto, molte altre ce ne sono. La direzione della Rsa Sant’Edoardo e i gestori di Nuova Assistenza hanno deciso di non parlare con la stampa, dunque di non dare spiegazioni. Invece una spiegazione, presto o tardi, la dovranno fornire.

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