Bufera all’Istituto ‘Torno’ di Castano Primo, studenti all’attacco: “Violati i nostri diretti”

di Deborah Alì

CASTANO PRIMO (MILANO) – Polemica all’istituto superiore ‘Torno’ di Castano Primo: alunni costretti a frequentare l’ora di religione, anche se non vogliono. La preside, Maria Merola, chiarisce la questione.

Studenti in rivolta al ‘Torno’

Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto la segnalazione da parte di un ragazzo che, a seguito di una comunicazione dell’istituto, lamentava “una violazione dei diritti personali dei cittadini”. “Vorrei segnalare la strana iniziativa del ‘Torno’ – scrive il giovane – Ora di religione con obbligo di stare in classe anche per gli studenti che hanno scelto di non volerla frequentare. Obbligo anche per chi ha scelto come alternativa di entrare dopo o uscire prima, in caso la materia sia nella prima o ultima ora. Capisco i problemi di organizzazione di inizio anno scolastico dovuti anche alla emergenza sanitaria, ma non si sta esagerando? A me sembra che in troppi violino i diritti dei cittadini ultimamente, usando la scusa dell’emergenza sanitaria”.

La replica della preside

A replicare è la preside Maria Merola, che parla di un’incomprensione dovuta a un comunicato scritto in modo incompleto. “La circolare comunica agli studenti che avevano scelto di non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica che avrebbero dovuto restare in classe – spiega Merola – ma non specifica che la lezione non riguarderà la materia di religione, toccando le scelte personali degli studenti: i professori parleranno e affronteranno tematiche sociali come la pandemia, il clima, il diritto distruzione e i temi ricorrenti della società d’oggi. Questa scelta è stata necessaria in quanto, per il nostro istituto, sono stati nominati 50 docenti ma se ne sono presentati meno della metà. La prima settimana di scuola mi sono ritrovata con 30 professori che non si sono presentati. Sinceramente non mi aspettavo tutte queste assenze. In un giorno, tra l’altro di sabato, ho dovuto risolvere questo pasticcio e la soluzione più semplice per garantire l’incolumità e la sorveglianza dei ragazzi con il personale che ho a disposizione è stata quella di farli restare in classe. I ragazzi non possono essere lasciati in balia di loro stessi e non posso certo farli uscire prima solo perché non ho i professori. La loro sicurezza viene prima di tutto”.

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