A fuoco un deposito di attrezzi tra Arluno e Sedriano: è il quarto incendio in pochi giorni. La pista del piromane diventa concreta: indagano i Carabinieri

10 MAGGIO 2020

di Carla Rizzi e Francesco Bagini

ARLUNO (MILANO) – Ormai è pressoché certo: ad Arluno, nel Milanese, si aggira un piromane. E’ lui, con ogni probabilità, il responsabile dei 4 incendi che si sono sviluppati nelle campagne nell’ultima settimana. L’ultimo è di oggi, domenica 10 maggio, intorno alle 15. Ad andare a fuoco è stato un piccolo deposito, con all’interno attrezzi da giardino e bombole del gas.

L’allarme

Alcuni passanti hanno visto una sottile colonna di fumo uscire dagli orti privati situati nei terreni adiacenti al laghetto Caldara, ai confini con Sedriano. Allertati i soccorsi, sul posto sono prontamente giunte 2 autopompe dei Vigili del fuoco e un’auto dei Carabinieri. La zona è stata isolata.

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Il deposito in fiamme

Le fiamme si sono sviluppate dentro uno dei capanni degli attrezzi, di cui ogni orto è dotato. Si è pensato, all’inizio, che dentro ci fosse il proprietario del terreno, il quale fortunatamente era invece a casa. Avvisato, è poi giunto sul posto con la moglie.

Le bombole del gas

Nel deposito erano custodite alcune bombole del gas e si è temuto che scoppiassero, ma i pompieri sono riusciti a metterle in sicurezza e a scongiurarne l’esplosione, che avrebbe esteso l’incendio su una zona più vasta.

Nessun ferito

Le condizioni climatiche favorevoli (non c’era vento) hanno permesso ai pompieri di circoscrivere le fiamme rapidamente. Non ci sono stati feriti. La dinamica dell’incendio è ora al vaglio degli inquirenti.

Gli altri 3 incendi

Il rogo più distruttivo si è scatenato lunedì 4 maggio in un pioppeto al confine con Vittuone. Erano da poco passate le 13 quando in tutto il paese è stata avvistata una colonna di fumo nero. Le fiamme dalla sterpaglia hanno infatti raggiunto un deposito di mobili di una villetta, inghiottendo un’auto e una roulotte. Lo spegnimento ha richiesto due ore di lavoro da parte di due autobotti dei Vigili del Fuoco. Non ci sono stati feriti. Invece gli altri due roghi sono scoppiati domenica 3 e mercoledì 6 maggio. Ancora una volta gli incendi sono divampati nel pomeriggio, in aree verdi periferiche, alimentati dai ‘piumini’ disseminati nei prati. Entrambi i focolai sono stati meno violenti e subito neutralizzati dai pompieri. Le cause di tutti questi fuochi sono ignote. Dopo il primo caso le ipotesi andavano dal mozzicone di sigaretta al tentativo fai da te di disinfestazione da graminacee. Ora però la serialità degli episodi accredita la pista del piromane.

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