18enne venne trovato carbonizzato ad Arconate, nel Milanese: il caso fu archiviato come ‘suicidio’, ma i dubbi restano.

3 MAGGIO 2020

di Attilio Mattioni

DAIRAGO-ARCONATE (MILANO) – La scarcerazione di Andrea Volpe, uno dei capi della setta delle ‘Bestie di Satana’, ha riportato d’attualità la morte di Alberto Scaramuzzino. Il 18enne dairaghese venne trovato carbonizzato esattamente 16 anni fa, all’interno della sua auto, nei boschi tra Arconate e Dairago.

Il ritrovamento

Era l’alba del 23 maggio 2004, quando i Carabinieri trovano in una stradina nei boschi tra Arconate e l’inceneritore Accam, un’auto quasi carbonizzata: all’interno c’è il corpo di Alberto Scaramuzzino, apprendista falegname di 18 anni, che viveva a Dairago. Le indagini ricostruiscono che il giovane, la sera precedente, era uscito con la fidanzata e aveva avuto un incidente d’auto, senza rimanere ferito. Dopo aver riaccompagnato a casa la ragazza, era tornato nella sua abitazione di Dairago, per poi uscire prima di mezzanotte. Da lì il buio, fino al ritrovamento del cadavere all’interno dell’abitacolo della sua autovettura.

Le indagini e i dubbi

L’inchiesta della Magistratura concluse che il 18enne si fosse suicidato, forse per timore che i genitori lo sgridassero per l’incidente. I giudici archiviarono il caso. La vicenda presentava però alcuni lati oscuri, dalla decisione di suicidarsi dandosi fuoco (un modo orribile per togliersi la vita), fino alla posizione anomala del cadavere all’interno dell’abitacolo.

I legami con Nicola Sapone

Sostieni la Libera Informazione


Sul nostro giornale on line trovi l’informazione libera e coraggiosa, perché noi non abbiamo padroni e non riceviamo finanziamenti pubblici. Da sempre, viviamo soltanto grazie ai nostri lettori e ai nostri inserzionisti. In questo periodo però le aziende sono chiuse e la pubblicità si è molto ridotta. Nel mese di marzo avete visitato il nostro sito e letto i nostri articoli 500.190 volte! Noi continuiamo a offrirvi la stessa informazione libera e gratuita. Voi, se potete, dateci un piccolo aiuto.

C’è poi un altro fatto: pochi giorni prima della morte di Scaramuzzino, il 5 maggio 2004, Luca Colombo, un 21enne che lavorava nel cimitero di Legnano come fioraio, fu trovato impiccato nella sua casa legnanese. Sia Colombo sia Scaramuzzino conoscevano Nicola Sapone, il dairaghese condannato a due ergastoli per gli omicidi compiuti dalla setta, della quale era il capo riconosciuto. Ma c’è di più: Mario Maccione, altro membro del gruppo delle ‘Bestie di Satana’ e anche lui condannato, accusò alcuni suoi ‘compagni’ della setta di aver ucciso o indotto al suicidio Scaramuzzino e Colombo. Fu impossibile, però, provare le accuse. La verità sulla morte di Alberto Scaramuzzino, probabilmente, non verrà mai alla luce.

I COMMENTI