Accusato di 11 colpi, passa dal carcere ai domiciliari. Ripreso dalle telecamere mentre ruba nel municipio di Busto Garolfo, nel Milanese. Il sindaco: “Va punito ma va anche aiutato”

7 GIUGNO 2020

di Ersilio Mattioni

BUSTO GAROLFO (MILANO) – “Più che un problema di sicurezza e ordine pubblico, è un problema sociale”. Sono queste le prime parole di Susanna Biondi, sindaco di Busto Garolfo e Olcella, nel Milanese, dopo la notizia del ritorno in paese di M.M. (26 anni), arrestato lo scorso 21 febbraio perché ritenuto responsabile di 11 furti o tentati furti (ma gli episodi potrebbero essere di più) ai danni degli esercenti della cittadina tra ottobre 2019 e gennaio 2020.

Ai domiciliari

Il giovane, detenuto nel carcere di Busto Arsizio, è stato mandato agli arresti domiciliari il 28 maggio. Lasciando la casa circondariale, aveva deciso di festeggiare il lieto evento in maniera pittoresca, postando su Facebook una sua foto con la prigione alle spalle e la significativa scritta “Fuck Busto Arsizio!” Segno che, di stare in cella, non ne poteva più. Invece potrebbe presto ritornarci, perché il 26enne, poche ore dopo il suo rilascio, avrebbe violato i domiciliari per andarsene a spasso per il paese.

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Nuovo colpo

Non contento, avrebbe subito messo a segno un altro furto: avrebbe cioè scassinato le macchinette del caffè e delle merendine in municipio, incurante delle telecamere. Il Comune ha subito provveduto a denunciare il fatto alle Forze dell’ordine: “Naturalmente – spiega il sindaco – la denuncia è contro ignoti, ma abbiamo consegnato ai Carabinieri i filmati delle telecamere”. Le immagini mostrano il ladro in azione e il sospetto che si tratti di M.M. appare fondato. Toccherà ora all’Arma svolgere le indagini e segnalare il caso all’autorità giudiziaria. Se il 26enne fosse riconosciuto responsabile dello scasso, avrebbe commesso due reati: furto e violazione degli arresti domiciliari. Dunque, tornerebbe dritto in carcere, dove aspetterà lo svolgimento del processo a suo carico.

Le parole del sindaco

Ma siamo certi che sia questa la soluzione? “Quando si ruba dove ci sono le telecamere, pur sapendolo, a me sembra un grido d’allarme e non un gesto propriamente criminale”, spiega il sindaco Biondi. In altre parole, il primo cittadino non si rassegna all’idea di non riuscire a recuperare una persona con problemi, una persona che ha bisogno di aiuto. M.M., d’altra parte, ha solo 26 anni: se risolvesse i suoi disturbi, avrebbe tutta la vita davanti. Intanto però la sua presenza in paese e il suo comportamento fuori controllo preoccupa un po’ tutti. In primis i commercianti, ai quali il sindaco manda un messaggio inequivocabile: “Comprendo i vostri timori. Dopo mesi difficili, a causa dell’emergenza sanitaria, è già complicato ripartire e vi trovate ad affrontare anche questo problema. Ma l’amministrazione ha già fatto tutto ciò che serve per garantire la vostra sicurezza e la vostra serenità”.

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