Cronaca – Rapina al pub, titolare ferito col coltello: banditi latitanti all’estero

Il 2 gennaio 2016, a Canegrate in provincia di Milano, uno dei 3 banditi accoltella il titolare, Giuseppe Cozzi, e lo riduce in fin di vita: la banda dell’est Europa è stata identificata dai Carabinieri, ma i delinquenti hanno fatto perdere le proprie tracce

4 GENNAIO 2017

di Francesco Colombo

CANEGRATE (MILANO) – E’ il 2 gennaio 2016 quando il Beerbanti, nota birreria bavarese di Canegrate, diventa teatro di una sanguinosa rapina. Tre rapinatori dell’Est Europa entrano nel locale di prima mattina per rubare l’incasso del cenone di Capodanno: con una coltellata uno dei banditi riduce in fin di vita Giuseppe Cozzi, uno dei titolari del pub.

Indagini top secret

Oggi i 3 rapinatori hanno tutti un nome e un volto, che per la salvaguardia dell’inchiesta rimane riservata. Le indagini sono state effettuate dai Carabinieri della Compagnia di Legnano e coordinate dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio, che ha imposto ai militari il riserbo più assoluto sulla vicenda.

Rapinatori latitanti

Dei banditi si sa che sono tutti moldavi e uno dei 3 è un ex dipendente della birreria, che avrebbe svolto il ruolo di basista della banda. Sono tutti latitanti: subito dopo la drammatica rapina sono fuggiti dall’Italia e hanno fatto perdere le loro tracce, scappando in diversi stati europei.

I dubbi sul movente

Ancora non è chiaro, perlomeno non fino in fondo, il movente che ha spinto i 3 banditi moldavi ad agire. Una delle piste seguite dagli investigatori era quella di una vendetta a seguito di uno sgarbo, ma non sarebbero stati trovati riscontri forti e univoci. Di certo c’è che la banda ha agito sotto l’effetto di stupefacenti, con una violenza e una ferocia inaudite.

La dinamica dell’aggressione

Quella mattina di gennaio i banditi si presentano all’entrata, aggrediscono Cozzi con un fendente e lo trascinano nel locale fino a farsi consegnare i soldi prelevati dalla cassaforte. Una rapina che poteva addirittura trasformarsi in omicidio. Il titolare, infatti, viene ricoverato d’urgenza in ospedale e subisce una delicata operazione. Oggi, dopo mesi di cure e dopo una lunga degenza, è tornato a lavorare.

La frustrazione dei titolari

E’ certamente tanta la frustrazione nel rendersi conto che i 3, pur identificati, continuino a girare indisturbati per l’Europa. Al Beerbanti il ricordo di quella mattina rimarrà indelebile e tutti sperano che, prima o poi, i 3 delinquenti moldavi vengano catturati e portati in carcere.