L’uomo, di Castano Primo (Milano), coltivava a due passi dal comando e in una casa di corte dove vive un militare.

25 NOVEMBRE 2019

di Vanessa Valvo

CASTANO PRIMO (MILANO) – Da circa 4 mesi coltivava una piantagione di marijuana in garage, finché la Polizia locale non lo ha sorpreso con 900 grammi di stupefacente. Il blitz è scattato la mattina del 14 novembre in una corte di Castano Primo, nel Milanese, a 100 metri dal centro storico, a conclusione di un’indagine congiunta tra la Polizia locale e quella di Stato di Busto Arsizio.

I precedenti

A rendere paradossale il caso non è solo la vicinanza a Piazza Mazzini, sede anche della Polizia municipale, ma almeno altri due aspetti. Nello stesso cortile, circa 2 anni fa, gli uomini del Commissariato bustocco avevano già tratto in arresto un altro residente, che aveva adibito l’abitazione a una serra per la coltivazione casalinga di droga, con tanto di vasi e dosi impacchettate al seguito. Incredibile, poi come entrambi i pregiudicati abbiano agito non curanti del fatto che tra i loro vicini di casa ci sia pure un militare.

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Le indagini

Non si sa, in realtà, come abbia avuto origine l’inchiesta, perché questo è rimasto top secret. Non poteva, però, passare inosservato il forte odore delle pianticelle, in una tana, poi, per nulla isolata. E così il piano illecito è diventato di dominio pubblico. Facendolo passare come un controllo di routine, un agente della Polizia locale si è presentato al citofono di M.C., con la scusa della notifica di un atto. Una volta aperta la porta di casa, sono usciti alla scoperto anche i poliziotti bustocchi, che hanno perquisito tutta l’abitazione. Sapevano, comunque, che nel garage avrebbero trovato quel che cercavano. Ancora piene d’inflorescenze c’erano 7 piante ben cresciute, curate con acqua e calore attraverso un sistema d’illuminazione e areazione artificiale. Una prima raccolta dello stupefacente era già avvenuta, fatta seccare e riposta in appositi contenitori.

La decisione del Tribunale

Tutto è stato posto sotto sequestro. L’uomo, sposato con figli, ha dichiarato di farne solo uso privato, ristretto al massimo a una cerchia di amici. L’eventuale vendita, comunque, gli avrebbe garantito un ingente guadagno. Su di lui pende così al momento l’accusa di coltivazione illegale di cannabis. Per questo la misura cautelare decisa dal Pm di turno del Tribunale di Busto Arsizio è stata quella degli arresti domiciliari.

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