A Parabiago, nel Milanese, un 20enne viene arrestato e condannato per aver picchiato un agente della polizia locale di Sesto San Giovanni. Il giudice lo punisce con gli arresti domiciliari, ma la famiglia del ragazzo violento si ribella: non lo vogliono più in casa

18 MARZO 2017

di Lorenzo Rotella

PARABIAGO-SESTO SAN GIOVANNI (MILANO) – Classe ’97, con diversi precedenti alle spalle e un carattere decisamente irascibile. E’ questo l’identikit del ragazzo 20enne di Parabiago, nel Milanese, che nella serata di lunedì 14 marzo ha aggredito un agente della polizia locale di Sesto San Giovanni ed è stato condannato per direttissima agli arresti domiciliari con obbligo di firma. Tuttavia, nessun parente vuole averlo in casa.

I fatti

La vicenda si sviluppa in un breve lasso di tempo. Il giovane, salito su un autobus, viene segnalato ai vigili dall’autista del mezzo, poiché è ubriaco, molesto e infastidisce in maniera pesante altri passeggeri. In piazza Primo Maggio a Sesto San Giovanni, al capolinea delle fermate, il 20enne si trova davanti due agenti e inizia a dare di matto. Come una furia si scaglia contro il vigile e comincia a colpirlo alla testa e allo stomaco. Il collega riesce a bloccare e catturare in flagrante il giovane, grazie anche alla complicità dei cittadini presenti e all’intervento di una pattuglia che stava eseguendo un controllo di routine lungo la zona della stazione dei pullman.

Il vigile ferito

Il ghisa sestese, percosso più volte, cade a terra, sbatte la testa e perde conoscenza. Ricoverato all’ospedale Niguarda, dopo varie visite e due ecografie per verificare eventuali danni, viene dimesso nella giornata di martedì 15 marzo con una prognosi di 10 giorni.

L’arresto

Nel frattempo il giovane delinquente passa la notte nella cella di sicurezza del comando di polizia locale e il giorno dopo viene processato. Dopo aver richiamato alla memoria anche i diversi precedenti (furti in alcuni supermercati, oltraggio a pubblico ufficiale, risse), si becca una condanna per lesioni e il giudice lo spedisce per un anno agli arresti domiciliari.

La ribellione dei parenti

Ma nessun familiare accetta di averlo ancora in casa per fargli scontare ‘comodamente’ la pena. Anzi, si assiste a una vera e propria ribellione da parte della famiglia. E mentre si cerca una soluzione, il 20enne sarà sottoposto all’obbligo di firma tre volte a settimana.