Triste storia a Corbetta, nel Milanese: i coniugi avevano presentato ricorso, ma l’uomo era entrato in coma il giorno prima dell’udienza.

1 GIUGNO 2019

di Francesca Ceriani

CORBETTA (MILANO) – Una storia triste, quella raccontata da una donna e successa a Corbetta, nel Milanese, nel 2015, figlia di una burocrazia che a volte non guarda in faccia i suoi cittadini, fregandosene delle loro storie e dei loro problemi. “E’ passato del tempo – racconta la moglie dell’uomo vittima della burocrazia – ma porto ancora un peso sullo stomaco”.

La storia

Era il luglio 2015, verso le 13, quando al semaforo del cimitero di Corbetta un’auto svolta a destra: “Mio marito era alla guida della macchina – continua la donna – Non appena svoltato a destra, i vigili ci bloccano: secondo loro eravamo passati con il rosso, per noi invece era ancora giallo”. I due coniugi decidono allora di presentare un ricorso contro la sanzione, appellandosi al Giudice di pace. Dopo un primo colloquio, i due aspettano la seconda convocazione, fissata nel frattempo per il 7 marzo 2016.

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La malattia

Ma nel frattempo succede l’impensabile: “Il destino crudele ha voluto che mio marito entrasse in coma il giorno prima della seconda udienza davanti al Giudice”. Un imprevisto che, ovviamente, scombina tutti i piani della donna e che, naturalmente, fa passare in secondo piano la questione della contravvenzione. Eppure la signora non perde la lucidità e, pur preoccupata per le gravissime condizioni di salute in cui versava il compagno di una vita, si rende conto che bisogna avvisare il Giudice di quanto accaduto: “Nonostante il mio stato d’animo mi sono preoccupata di avvisare il Giudice di pace. E’ stato lo stesso maresciallo dei Carabinieri a inviare un fax per comunicare quanto era accaduto”. La donna pensava quindi che la questione fosse conclusa così. Anche perché, nel frattempo, le condizioni del marito si aggravano, tanto che alla fine l’uomo morirà. Una circostanza che ha emotivamente sconvolto la donna.

La beffa

Ma come dicevamo all’inizio, la burocrazia non guarda in faccia a nessuno e così, lo scorso anno, la vicenda della multa presa nel 2015, si è conclusa nel peggiore dei modi: “Nel 2018 – conclude la donna – ho ricevuto un avviso di pagamento di quel verbale: ben 550 euro. Non c’è stato nulla da fare e, alla fine, ho dovuto pagare. Il mio unico errore è stato quello di non aver comunicato il decesso di mio marito. Lo stato di coma in cui versava, infatti, non è stato sufficiente”. Una dimenticanza comprensibile in un momento di dolore che però alla signora è costata cara.

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