Il suo nome è Aarsa El-Meloodi, 58 anni, senza lavoro e senza fissa dimora. Cerca di sopravvivere riciclando e vendendo i rifiuti che la gente butta dentro la discarica di Casorezzo, un Comune del milanese, ma la sua attività è considerata illecita e viene ostacolato in tutti i modi. Il sindaco: “Così toglie delle entrate al nostro paese”

27 APRILE 2017

di Lorenzo Rotella

CASOREZZO (MI) – Si chiama Aarsa El-Meloodi, ha 58 anni, due figlie e una moglie diabetica. Lavorava in una fonderia che fallì 7 anni fa. Da allora, si apposta fuori dalla discarica comunale nei giorni di apertura con un banchetto. L’obiettivo è chiedere ai cittadini che si recano presso la struttura qualche pezzo di ferro, di metallo o altro, da poter rivalutare e rivendere e sopravvivere alla giornata. Ma da diverso tempo, la sua piccola attività viene ostacolata dagli addetti dell’ecocentro e dalla polizia locale. E i pochi soldi che riusciva a racimolare ora rischiano di scomparire.

La storia di Aarsa

La vicenda di Aarsa è complessa. Vive in Italia da 30 anni e per più di 20 anni ha lavorato senza sosta. Ma quando l’impiego è venuto a mancare, data l’età e diversi problemi respiratori, gli è risultato impossibile trovarne uno nuovo. Ha così deciso di adoperarsi per riciclare e rivendere i rifiuti che la gente porta in discarica. Durante l’amministrazione dell’ex sindaco Roberto Gornati ha ricevuto la visita della Guardia di Finanza e dei Carabinieri, ma in entrambi i casi, a suo dire, hanno scelto di chiudere un occhio viste le sue condizioni. Tuttavia, i problemi cominciano con l’avvento della giunta Oldani.
Aarsa spiega che cosa è accaduto negli ultimi anni: “Non riuscendo più a pagare il mutuo, mi hanno pignorato la casa. Mi hanno inserito in graduatoria per gli alloggi comunali e risultavo il primo, ma all’ultimo la casa è passata a un’altra persona. I vigili hanno tratteggiato un perimetro di divieto dove parcheggiavo il mio mezzo, per impedirmi di stare lì. Inoltre, l’addetto della discarica ogni giorno impedisce ai cittadini di lasciarmi del materiale, dicendo loro che se lo fanno riceveranno una multa. Io chiedo solo di stare lì e guadagnarmi da vivere, nient’altro”.

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La reazione del sindaco

Il sindaco Pierluca Oldani si esprime a tutto tondo sulla vicenda: “Quel signore fa uno smaltimento illecito di rifiuti. Conosciamo le sue difficoltà, per questo lo facciamo rimanere lì, ma non possiamo nemmeno autirizzarlo o facilitargli il compito. Senza contare che porta via rifiuti nobili e metalli pregiati, ossia entrate rilevanti per il Comune”. Tuttavia, la situazione non sembra destinata a durare per sempre: “Abbiamo avuto diversi incontri con lui, sa perfettamente che stiamo chiudendo un occhio finché non verrà fatto il nuovo ecocentro. Dopodiché, dovrà andarsene”.

Le questioni aperte

Oldani intende fare chiarezza anche sulla questione dell’alloggio mancato e sull’intervento dei vigili: “La graduatoria delle case popolari segue criteri nazionali. Se una persona gli è passata davanti è perché è risultata avere più diritti di lui, purtroppo non ci si può far niente. Per il furgoncino, invece, si tratta di semplice segnaletica disegnata per evitare che il passaggio fosse ostruito dai mezzi che sostavano lì, tra i quali anche il suo”.

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