Si divide l’opinione pubblica a Villa Cortese, nel Milanese, dove un residente minaccia di denunciare il parroco per inquinamento acustico. I cattolici: “Se non ti va bene, cambia paese”. La saggezza di un anziano: “Colpa del progresso”

11 SETTEMBRE 2020

di Ersilio Mattioni

VILLA CORTESE (MILANO) – Minaccia di denunciare il parroco, don Maurizio Toia, per inquinamento acustico. A far perdere la pazienza a L.D. (un cittadino di Villa Cortese, in provincia di Milano) è l’intensità con cui suonano le campane.

‘Concerto’ all’alba

In effetti, il primo ‘concerto’ è alle 7 del mattino e per chi vive nei pressi del campanile non è proprio il massimo. Tanto che altri cittadini danno man forte a L.D., sostenendo che “si potrebbero regolare almeno i decibel”, “che ci vorrebbe un po’ più di rispetto” e che la scampanata all’alba “non ha alcun senso, perché la prima funzione religiosa è alle 8,30”.

Opinione pubblica divisa

Insomma, il dibattito innescato da L.D. divide l’opinione pubblica di Villa Cortese, paese tradizionalmente cattolico. Alcuni si schierano contro il parroco, accusato di scarsa sensibilità verso l’altrui diritto al sonno e anche di menefreghismo rispetto al citato inquinamento acustico.

Difesa cattolica

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Naturalmente c’è anche chi difende le campane: “E’ sempre stato così”, “Dopo un po’ ti abitui”, “Cambia casa o cambia paese”. In realtà, il problema delle scampanate lunghe e rumorose si è posto anche altrove e i parroci più illuminati lo hanno risolto con un briciolo di buon senso, cioè sia riducendo il numero di scampanate sia abbassando il volume.

“Colpa del progresso”

Tutta colpa del progresso, sostiene un anziano villacortesino, perché “oggi le campane sono elettriche, ma mentre prima le suonava a mano il sagrestano. Era faticoso, infatti dopo un minuto si era già stancato”.

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