Nel 2014 Giovanni Criscione, noto come il ‘rapinatore di tassisti’, residente a Vittuone, nel Milanese, puntò una pistola contro un autista per rubargli l’incasso

27 MAGGIO 2018

di Alessandro Boldrini

VITTUONE (MILANO) – I giudici della Corte di Cassazione hanno confermato la condanna a un anno, un mese e dieci giorni di reclusione per Giovanni Criscione, noto alle cronache come ‘il rapinatore dei tassisti’.

La rapina del 2014

Nato a Cuggiono il primo settembre del 1984 e residente a Vittuone, l’uomo era stato raggiunto da un ordine di custodia cautelare in carcere per il reato di tentato furto aggravato nel 2014. La sera dell’8 novembre, l’operaio 30enne, scendendo dal taxi che l’aveva accompagnato da Milano fino in via Trento a Vittuone, aveva infatti puntato una pistola contro il tassista, facendosi consegnare l’incasso della giornata,
pari a circa 500 euro.

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La denuncia

Il tassista milanese, però, attorno all’una di notte, aveva deciso
di sporgere denuncia per l’aggressione subita presso il comando dei Carabinieri
di Abbiategrasso, fornendo agli inquirenti un preciso identikit del rapinatore. Ed è
proprio grazie a questa accurata descrizione che gli uomini dell’Arma sono riusciti
a risalire all’identità di Criscione, pregiudicato, già noto alle forze dell’ordine poiché
sottoposto all’obbligo di firma presso la caserma di Sedriano: gli agenti del Nor
gli hanno quindi teso una trappola, prelevandolo dal comando sedrianese e traportandolo
direttamente presso il carcere di San Vittore di Milano.

Il ‘curriculum criminale’

Ma il ‘curriculum criminale’ di Criscione non finisce qui: poche settimane più tardi, era stato infatti raggiunto da un secondo ordine di custodia cautelare in carcere, emesso dal Tribunale di Milano, questa volta per il reato di furto aggravato in concorso, al quale vanno sommati diversi altri episodi di furto all’interno di garage privati, compreso quello di uno scooter che gli è valso un’altra condanna a 6 mesi e 160 euro di multa, diventata definitiva nel dicembre 2016.

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