Circa cento persone all’incontro promosso da Legambiente. Nel mirino consumi energetici, rumore, calore e impatto sul territorio
TURBIGO (MILANO) – L’area dell’ex Conceria Cedrati è stata individuata come la principale candidata a ospitare un possibile data center. Al momento non esiste ancora un progetto formalmente depositato in Comune, ma l’ipotesi è stata confermata dall’Amministrazione durante il Consiglio comunale. Inoltre, trova un riferimento preciso anche nella Variante generale al Piano di Governo del Territorio (PGT) attualmente in corso.
Data center: le dichiarazioni del sindaco e il PGT
A luglio, rispondendo a un’interrogazione del gruppo civico SìAmo Turbigo, il sindaco Fabrizio Allevi aveva confermato l’esistenza di “diversi contatti” tra l’Amministrazione, operatori del settore e proprietari di aree dismesse interessati allo sviluppo di data center. L’ipotesi non rimane soltanto nei contatti preliminari. La Variante generale al PGT individua infatti l’ATU 01, un Ambito di Trasformazione Urbana localizzato in una porzione dell’ex Conceria Cedrati. In prossimità del centro sportivo comunale e del Naviglio Grande. Tra le funzioni produttive e direzionali ad alto contenuto tecnologico previste dal Piano compare esplicitamente anche la possibilità di insediare un data center. La stessa documentazione urbanistica riconosce che un eventuale data center richiederebbe particolare attenzione per i consumi energetici e idrici e per il possibile incremento del traffico pesante.
Nasce il comitato contrario: circa cento persone alla riunione
Circa un centinaio di persone hanno partecipato venerdì 4 settembre alla riunione organizzata alla Casa del Giovane per discutere della possibile realizzazione di un Data Center nell’area dell’ex Conceria Cedrati e della costituzione di un comitato contrario all’intervento. L’incontro, promosso da Legambiente, ha visto la partecipazione di esponenti dei comitati No Data Center di Buscate, Abbiategrasso e Magenta. Oltre agli interventi di Claudio Spreafico, responsabile di Legambiente Ticino, e dell’ingegnere Marco Cagelli.
Le principali contestazioni al data center
Tra le principali contestazioni c’è la collocazione dell’impianto: l’ex Cedrati si trova sul fronte del Naviglio Grande, in prossimità del centro storico. Un data Center non sarebbe costituito soltanto dal grande edificio destinato ai server, ma anche da sistemi di raffreddamento, trasformatori, sottostazioni elettriche, generatori, serbatoi, recinzioni e altre infrastrutture. Una presenza che, secondo chi si oppone all’ipotesi, sarebbe difficilmente compatibile con un’area di particolare valore storico e ambientale. Inoltre sarebbe proprio accanto al nuovo centro sportivo Il Naviglio, costato ai cittadini quasi 11 milioni di euro. La presenza di un grande impianto tecnologico al confine con la struttura sportiva rischierebbe di comprometterne l’attrattività e la fruibilità.
Ricadute sulla qualità della vita e consumo energetico
Al centro delle critiche anche le ricadute sulla qualità della vita. Il rumore e il calore prodotti dai data center si sommano alle altre fonti già presenti a Turbigo: dalla centrale alla ferrovia, dalla Statale agli aerei diretti verso Malpensa. Tra le altre criticità indicate figurano il rumore continuo prodotto da ventilatori e pompe di raffreddamento, destinati a funzionare anche durante la notte, oltre a quello degli eventuali generatori diesel di emergenza. Questi ultimi vengono indicati anche come possibili fonti di emissioni in atmosfera durante i periodici test o in caso di interruzione dell’alimentazione elettrica. Inoltre, ci sarebbe anche una possibile ripercussione sul valore degli immobili.
Al centro delle preoccupazioni c’è poi il consumo energetico. Nelle osservazioni diffuse in occasione della mobilitazione si parla di una potenza nell’ordine di 80 MW. Chiedendo come potrebbe essere sostenuta una domanda di energia di tale entità e quali infrastrutture sarebbero eventualmente necessarie. Vengono inoltre sollevati interrogativi sul consumo di acqua e sulla produzione di calore, considerato che l’energia utilizzata dai sistemi informatici viene in larga parte trasformata in calore che deve essere successivamente dissipato.
I contrari contestano inoltre il rapporto tra benefici economici e costi territoriali. Il data center genererebbe una ricchezza considerevole soprattutto per operatori esterni, strutturati per questo tipo di attività, sulle spalle della comunità turbighese. Contestato anche il rapporto tra dimensioni dell’investimento e ricadute occupazionali. I data center sono strutture fortemente automatizzate e garantirebbero quindi un numero di posti di lavoro relativamente contenuto rispetto alle superfici occupate e agli investimenti necessari.
La mobilitazione, dunque, non si limita alla situazione di Turbigo. Sono già stati annunciati altri appuntamenti dei comitati: sabato 12 settembre sono previsti banchetti locali con la partecipazione dei diversi comitati. Sabato 26 settembre, alle 10, a Milano, si terrà un convegno nel corso del quale verrà presentato il manifesto dei comitati. Infine, sabato 10 ottobre, è prevista una manifestazione nazionale dei comitati davanti al Palazzo della Regione Lombardia.






