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Il consigliere regionale Luca Del Gobbo: “Quando sento il sindaco di Corbetta fare il grillino e il ‘verginello’ mi viene da ridere, deve tutto ai partiti e alla politica”

di Ersilio Mattioni

MAGENTA (MILANO) – Con lui, il sindaco di Corbetta Marco Ballarini, era stato tranchant: “Magenta brucia e l’amministrazione non dà risposte ai cittadini. Forse gli converrebbe occuparsi di Magenta e lasciare stare Corbetta”. Ma Luca Del Gobbo non è tipo da abbozzare all’infinito. E ora, dopo l’ennesima provocazione, ha deciso di raccontare qualche verità scomoda: “Volete sapere chi è davvero Ballarini? Ve lo dico io, spiegandovi anche perché il suo modo di fare politica è incompatibile con il mio”.

L’intervista a Luca Del Gobbo

Consigliere Del Gobbo, Ballarini ha annunciato una sua lista alle elezioni di Magenta 2022. E’ preoccupato?

“No, si amplia l’offerta politica. Ma vorrei far notare che non è la prima volta che Ballarini si occupa di Magenta. Nel 2017 cercò di imporre Elisabetta Lanticina come candidato sindaco, spaccando Forza Italia e provocando la reazione stizzita di Sante Zuffada e Tino Viglio. Si sfiorò la rottura e si rischiò di perdere le elezioni. Poi vinse Chiara Calati e Ballarini (all’epoca coordinatore di zona di FI, ndr) le impose due assessori, Patrizia Morani e Alfredo Bellantonio. Quest’ultimo fu costretto alle dimissioni, finendo nel Cda della farmacia di Corbetta. Nel 2020, un’altra imposizione, stavolta per mettere Lanticina ai vertici di Asm. Sappiamo com’è finita. Ballarini è uno che divide, non che unisce; è uno che cerca lo scontro, non il dialogo. Vado avanti?”

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Ballarini a Magenta

Come inizio non c’è male. Ma secondo lei qual è la ragione di tutto questo attivismo di Ballarini su Magenta?

“Non lo so proprio: è appena stato rieletto sindaco nella sua città (io gli ho pure fatto i complimenti e gli auguri di buon lavoro) e sembra pensare solo a Magenta. Se fosse uno che ha a cuore il territorio, lo capirei. Ma Ballarini non si è mai occupato seriamente di un tema di zona, se non per fare polemica”.

Beh, due settimane fa Ballarini ha indossato la fascia di Città Metropolitana per presenziare, proprio a Magenta, alla Milano-Torino. Non è politica territoriale?

“Guardi, non me lo ricordi. Ballarini spara a zero sui partiti, fa il grillino con dieci anni di ritardo e fa pure il ‘verginello’. Mi viene da ridere”.

Del Gobbo: “Ballarini deve tutto ai partiti”

Perché?

“Primo, perché stiamo parlando di uno che deve tutto alla politica e a quei partiti che oggi offende, essendo stato peraltro il coordinatore di Forza Italia fino a pochi mesi fa. Secondo, perché se avesse un briciolo di coerenza, si sarebbe già dimesso da consigliere di Città Metropolitana. Forse se l’è dimenticato, ma in quel ruolo ce l’hanno messo i sindaci dei partiti di centrodestra, che lo hanno votato affinché li rappresentasse, non affinché li insultasse”.

Non c’è più spazio per Ballarini in uno dei partiti del centrodestra?

“Dal momento che si è posto fuori, credo se ne debba prendere atto. Ha detto che i partiti sono morti, anche se poi circolano certe leggende metropolitane…”

Quali leggende?

“Che abbia bussato alle porte della Lega, senza riuscire a entrare. E che stia facendo lo stesso con Fratelli d’Italia. Ma i partiti non gli facevano schifo?”

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