La Lega, che ha presentato un progetto da 300.000 euro in Regione, vuole introdurre il bilinguismo in Lombardia

22 FEBBRAIO 2016

di Erika Innocenti

ALTOMILANESE – Come reagiscono i sindaci del nostro territorio alla proposta della Lega Nord, avanzata in consiglio regionale, di spendere 300.000 euro per progetti che possano tutelare quella che loro chiamano ‘lingua lombarda’ dall’estinzione? No, non è una boutade, ma un vero e proprio progetto di legge regionale sottoscritto da 13 consiglieri che, se passerà, introdurrà il bilinguismo in Lombardia. Ebbene sì, perché non importa se i nostri studenti sappiano o meno l’inglese o altre lingue che li possano aiutare nel mondo lavorativo futuro, ma è fondamentale che conoscano il dialetto lombardo. E soprattutto per farlo i cittadini lombardi dovranno spendere ben 300.000 euro.

IL PARERE DEI SINDACI DELL’ALTOMILANESE

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Una spesa elevata, i dubbi

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Ed è proprio sulla cifra da spendere che i sindaci dell’Altomilanese sono un po’ più scettici. Esempio su tutti, Massimo Olivares (Marcallo), leghista di ferro, che dichiara: “Sono favorevole alla tutela del dialetto lombardo. Ogni regione lo fa, ma la cifra mi sembra elevata. Potrebbero usare quei soldi per altro”. Sulla stessa linea del primo cittadino marcallese, anche molti sindaci del Pd o di area centrosinistra. A cominciare da Robecco, dove Fortunata Barni ci dice: “In linea di principio non sono contraria perché riconosco il valore culturale del dialetto. Ritengo però che in questo momento ci siano altre priorità, soprattutto con riferimento agli investimenti nella scuola”; e a Canegrate, con il primo cittadino Sel, Roberto Colombo, che dichiara: “Se è per la cultura io sono sempre d’accordo a spendere i soldi. Se serve per preservare le tradizioni e la cultura lombarda non ci vedo niente di scandaloso. Se invece è una operazione politica e strumentale allora no”.

Dialetto o lingue straniere?

Poi, ovviamente, ci sono tutte le sfumature e le variabili di un discorso più ampio sulle identità, sul mantenere le proprie radici, ma anche sulla globalizzazione. Che si debba puntare più sulle lingue straniere che sull’insegnamento del lombardo lo affermano i primi cittadini Pd Giancarlo ‘Lucio’ Lonati di Bareggio, Sara Bettinelli di Inveruno e Giuseppe Pignatiello di Castano Primo: “Sono favorevole al fatto che siano mantenute le tradizioni. Ma 300.000 euro sono una spesa eccessiva e comunque son contrario al bilinguismo in Lombardia. Siamo all’interno dell’Europa, non si possono creare differenze”. Più intransigente il primo cittadino di Arconate, Andrea Colombo: “Sono contrario. Che si diano finanziamenti per insegnare meglio l’inglese, il cinese, il russo o l’arabo. Non saranno due ore di lezione al mese che insegneranno il dialetto ai nostri figli: che passino più tempo con i nonni”. Oltre a loro, completamente contrari sono anche i sindaci di centrosinistra in generale.

Il ‘sì’ in dissenso del sindaco ‘grillino’

Favorevoli ‘senza se e e senza ma’ i leghisti duri e puri, i rappresentanti locali del centrodestra e, udite udite, anche i 5 Stelle di Sedriano. Dichiara Angelo Cipriani, primo sindaco ‘grillino’ della Lombardia, eletto nel novembre 2015: “Favorevole. In linea di principio siamo d’accordo perché abbiamo rispetto delle nostre tradizioni e di tutto ciò che fa parte della nostra cultura. Certo bisogna capire i contenuti della proposta in modo specifico insieme alla fattibilità della stessa”. Un’opinione coraggiosa, in contrasto con quanto affermato dei consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle.