Discarica nelle Cave di Casorezzo e Busto Garolfo: la verità che nessuno osa dire

Discarica nelle Cave di Casorezzo e Busto Garolfo: sindaci e comitati lasciati soli a combattere contro il colosso dei rifiuti Solter Srl. La politica provinciale e regionale – da destra a sinistra – chiude gli occhi sull’enorme problema ambientale, che mette a rischio la salute di un intero territorio

di Ersilio Mattioni

BUSTO GAROLFO-CASOREZZO (MILANO) – Sulla discarica di rifiuti speciali nelle Cave di Casorezzo e Busto Garolfo, nel Milanese, c’è una verità che nessuno osa dire. E che chiama in causa Regione Lombardia, Città Metropolitana di Milano e Arpa (l’ente che dovrebbe occuparsi di proteggere l’ambiente).

Discarica nelle Cave

Le Cave di Casorezzo e Busto Garolfo sono inserite nel Parco del Roccolo, un’area agricola sottoposta a tutela dalla Regione. Eppure Solter Srl, colosso dei rifiuti, insiste: vuole costruire una discarica di rifiuti speciali. Inutile soffermarsi sul tema in sé (una discarica nel 2022 è già di per sé un’assurdità: da decenni nessuno seppellisce più la spazzatura sotto terra), piuttosto è utile analizzare ruoli e responsabilità dei soggetti in campo.

Sindaci e comitati

Da vent’anni sindaci e comitati cittadini combattono contro la discarica nelle Cave. Ma la partita avrebbe dovuto già finire nel 2001, quando l’allora primo cittadino di Casorezzo, Gianfranco Gornati, riuscì a far inserire il sito all’interno di un’area regionale protetta. Discorso chiuso, finché la Provincia di Milano non modificò i codici dei rifiuti, riaprendo le porte all’incubo discarica. Ma la lotta continuò e trovò nel Comitato Antidiscarica uno strumento importante, cui si affiancò il lavoro dell’associazione Salviamo il Paesaggio e quello degli agricoltori del Parco del Roccolo. E poi ci sono due sindaci coraggiosi: Susanna Biondi di Busto Garolfo e Pierluca Oldani di Casorezzo.

Le sentenze del Tar

L’epilogo di anni di battaglie legali è scritto in due sentenze del Tribunale amministrativo della Lombardia. La prima è del 23 giugno 2021, quando il Tar accolse due ricorsi (uno degli agricoltori e l’altro di Legambiente), stabilendo che le autorizzazioni per la costruzione della discarica non potevano essere rilasciate. La seconda è del 29 marzo 2022, quando il Tar diede ragione ai Comuni di Busto Garolfo e Casorezzo, annullando le autorizzazioni ancora in possesso di Solter Srl. Ma questa è una strana storia, dove neppure le decisioni dei tribunali bastano per fermare la costruzione di una pattumiera in un parco.

Regione Lombardia

Fino al 2018, in consiglio regionale, sedeva un giovane rappresentante della Lega: Fabrizio Cecchetti. Fu l’unico che si spese davvero contro la discarica nelle Cave, mettendoci la faccia e portando nell’aula del parlamentino lombardo mozioni e ordini del giorno. Poi Cecchetti si candidò alle Politiche e oggi fa il deputato. Di discarica non si è più occupato e i suoi colleghi – che dovrebbero difendere il nostro territorio, non fosse altro che per i voti ricevuti, grazie ai quali sono stati eletti – non alzano un dito. Da noi li vediamo in campagna elettorale, quando ci chiedono il voto. Ci piacerebbe vederli qualche volta anche dopo, magari per aiutarci a risolvere un problema. Questo territorio ha chiesto loro una sola cosa: approvare la legge salva parchi. Neppure questo sono stati capaci di fare.

Città Metropolitana di Milano

Però bisogna essere sinceri: non è Regione Lombardia che decide sui rifiuti e sulle autorizzazioni alle discariche. E’ l’ex Provincia di Milano, che oggi si chiama Città Metropolitana. Baraccone era e baraccone è rimasto, con l’unica differenza che almeno prima erano i cittadini a eleggere i consiglieri, mentre ora sono i consiglieri a eleggersi tra loro. La chiamano “elezioni di secondo livello”. Che poi, in buona sostanza, sarebbe un accordo tra correnti. Sia come sia. A noi interessa un’altra cosa: sapere perché i consiglieri metropolitani del nostro territorio non stanno facendo assolutamente nulla di fronte a una situazione che ha dell’incredibile.

Il paradosso del sindaco Sala

Presidente di Città Metropolitana è il sindaco di Milano, Beppe Sala, che paradossalmente è iscritto al partito dei Verdi Europei. Se tutti gli ambientalisti sono come lui, beh, stiamo freschi. Non si è mai visto un ecologista autorizzare una discarica e continuare a autorizzarla anche contro le sentenze di un tribunale.

Il diktat di Solter Srl

Già, perché in questa vicenda c’è anche Solter Srl, il colosso dei rifiuti che possiede le Cave di Casorezzo e Busto Garolfo. E che, sia detto in modo esplicito, ha tutto il diritto di difendere i propri interessi. Ma fa specie leggere certe missive, come questa: “Ribadiamo che a nostro parere le sentenze del Tar Lombardia hanno confermato la correttezza dell’operato dell’amministrazione (di Città Metroplitana) sotto tutti gli aspetti con un’unica eccezione. Ritenere che si sia in presenza di un integrale annullamento degli atti amministrativi è un’interpretazione delle suddette sentenze gravemente erronea”.

Azioni legali

“Ciò premesso, e con riserva di presentare appello avverso le pronunce del Tar, attenderemo la riedizione dell’attività prima di dare ulteriore corso alle opere, senza che tuttavia ciò comporti acquiescenza alcuna all’intimazione di non riprendere i lavori, nei cui confronti dobbiamo doverosamente riservarci ogni azione a tutela della società”. Solter Srl, insomma, detta legge. Lo ha fatto nei confronti di Città Metropolitana e lo ha fatto nei confronti dei Comuni di Busto Garolfo e Casorezzo, nonché verso il Parco del Roccolo. Un soggetto privato che chiede e quasi pretende il rilascio di concessioni, velatamente minacciando gli enti pubblici di rivalersi su di loro con richieste di risarcimento danni.

La linea morbida

“La sospensione dei lavori – scrive ancora Solter Srl – ci causa ulteriori e gravissimi pregiudizi, avendo già sostenuto importanti costi per la realizzazione della discarica e avendo in essere una rilevante esposizione finanziaria, senza avere ancora avuto alcun ritorno dal capitale investito. Un ulteriore ritardo determinerebbe la definitiva impossibilità di dare corso al progetto, risolvendosi in un danno catastrofico. E’ vitale che la riedizione dell’attività avvenga in tempi estremamente contenuti” e in caso contrario “sarà per Solter inevitabile adire il tribunale per il risarcimento di tutti i danni da ritardo e da illegittimo esercizio dell’attività amministrativa”. Che fa Città Metropolitana, di fronte a un soggetto privato che interpreta a propri vantaggio le sentenze dei tribunali? Nulla, non fa assolutamente nulla. Anzi, risponde con toni cortesi, indicando la via più breve per avere i permessi per riprendere i lavori e costruire la discarica nelle Cave.

Nomi e cognomi

Non siamo abituati a nasconderci. Allora è bene che i lettori sappiamo chi sono i rappresentanti del nostro territorio in Città Metropolitana. Così, magari, si daranno una mossa. Perché un conto è parlare, chiacchierare, fare proclami o elenchi di buone intenzioni. Altra cosa è fare. Pertanto, ecco chi sono i consiglieri metropolitani: il sindaco di Parabiago Raffaele Cucchi della Lega, il sindaco di Inveruno Sara Bettinelli del Pd (la quale, essendo nella maggioranza di governo, avrebbe in teoria più carte da giocare), il consigliere comunale di Villa Cortese Alessandro De Vito (Forza Italia). Quest’ultimo, a onor del vero, ci ha di recente contattato per metterci al corrente dell’attività che sta svolgendo proprio sul tema della discarica nelle Cave.

L’ora della verità

E’ venuto il momento, carissimi rappresentanti del nostro territorio in Città Metropolitana, di dimostrare – con i fatti, non con le parole – da che parte state. Dalla parte dei cittadini che lottano contro una discarica di rifiuti speciali in un parco oppure dalla parte di chi, quella discarica, vuole costruire? Semplice. Non esistono posizioni di comodo.