E’ una delle più dei imponenti operazioni antidroga degli ultimi anni. L’indagine dei Carabinieri coinvolge Legnano, Busto Arsizio, Turbigo e Busto Garolfo. Tutto comincia al Bar Cicala di Villa Cortese

7 MAGGIO 2020

di Ersilio Mattioni

LEGNANO (MILANO) – E’ una delle più imponenti operazioni antidroga degli ultimi anni. Il bilancio è di 15 arresti e 3 indagati (di cui 10 italiani e 8 stranieri), 15 chilogrammi di cocaina e 330.000 euro in contanti sequestrati. L’hanno chiamata Operazione Boxes ed è stata condotta dalla Compagnia dei Carabinieri di Legnano. I provvedimenti cautelari, nella mattinata di giovedì 7 maggio, sono stati firmati dal Gip di Busto Arsizio Nicoletta Guerrero, su richiesta del Pm Martina Melita. In totale, stiamo parlando di un traffico di oltre 50 chili di droga, che più gruppi criminali, lungo l’asse Novara-Turbigo-Legnano, passando per Busto Arsizio, Gorla Maggiore, Busto Garolfo e Villa Cortese, immettevano nel mercato dello spaccio dell’Altomilanese e nelle province di Varese, Mantova e Reggio Emilia.

Gli arresti

A finire in manette R.M. (30 anni, detto Gigante per la sua corporatura imponente), mentre sua madre (F.L. 55 anni, detta Pilotina, essendo sempre lei alla guida dell’auto con cui trasportavano lo stupefacente) è ancora latitante. Entrambi sono cittadini albanesi, residenti a Bellinzago Novarese. Sono loro il primo canale di approvvigionamento della cocaina. Arrestati J.A. (italiano,  38 anni, detto Mulo) e suo padre E.A. (59 anni, detto Netturbino, responsabile dello smaltimento dei residui di lavorazione della droga), mentre per la madre (M.P., 58 anni, detta Vedetta, perché si posizionava sul ballatoio di casa e osservava la zona per scorgere eventuali pericoli) vige solo l’obbligo di dimora. I tre sono tutti conviventi in una corte in via don Bossi a Turbigo, che costituiva il secondo punto di snodo della droga.In manette anche 5 persone residenti a Legnano, punto di arrivo di grandi quantità di stupefacenti, poi distribuiti da vari spacciatori: C.O. (33 anni, detto Kojak per via della testa pelata), sua moglie L.N. (29 anni, albanese, detta Commessa, perché addetta al negozio di abbigliamento che la famiglia del marito gestisce in pieno centro a Legnano) e suo padre (G.O., 57 anni, di Sassari, detto d’Artagnan per la forma guascona del pizzetto). In manette anche R.S. (68 anni, detto Il Padrino, per esserlo stato al battesimo del figlio di Kojak e della Commessa),  M.S. (47 anni, detto Mongolese). A loro si aggiungono i clienti di questo gruppo criminale: O.P. (46 anni, di Gorla Maggiore, detto Il Professore per l’atteggiamento saccente, già arrestato nell’ottobre del 2018 e trovato in possesso di 1 chilo di cocaina e 60.000 euro in contanti), A.G. (28 anni, albanese, residente a Legnano), E.S. (39 anni, marocchino, residente a Poggio Rusco, in provincia di Mantova),  M.C. (34 anni, marocchino di Serravalle Scrivia, Alessandria), S.C. (34 anni, di Busto Garolfo), Y.E. (39 anni, marocchino, di Busto Arsizio), R.T. (31 anni, di Legnano, detto Pizzetta, poiché lavora come pizzaiolo in un ristorante).

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Le indagini

L’indagine nasce nel 2017 come seguito dell’operazione Tequila – La Cicala, che portò all’arresto di 10 persone per spaccio di ingenti quantità di stupefacenti tra Villa Cortese – all’interno del Bar Cicala – e San Giorgio su Legnano. Dall’analisi delle frequentazioni del gruppo criminale erano emersi assidui rapporti con Il Padrino, il quale ostentava un tenore di vita medio-alto, pur non svolgendo alcuna attività. Dopo pedinamenti e intercettazioni (telefoniche e ambientali), i Carabinieri individuavano i componenti della banda di Legnano e, non senza difficoltà, il modus operandi attuato nella distribuzione della sostanza stupefacente. Emergevano così i ruoli apicali di Kojak, d’Artagnan e sua moglie Commessa, che utilizzavano come copertura il negozio di abbigliamento-outlet di capi firmati in pieno centro a Legnano, nei pressi di piazza San Magno. Il gruppo criminale utilizzava 3 autovetture, tutte munite di un vano nascosto per trasportare la cocaina. I veicoli venivano parcheggiati in almeno 5 garage (da ciò il nome dell’inchiesta: Boxes): 2 a Villa Cortese e 3 a Legnano.

Gli scambi

La droga che arrivava al gruppo legnanese veniva consegnata a Villa Cortese in una via cittadina a ridosso di un parco pubblico e lo scambio avveniva in orari stabiliti nell’incontro precedente. Il fornitore era il Mulo di Turbigo. Il trasporto era effettuato con un’auto a lui in uso ma non intestata, munita di un vano nascosto realizzato sotto i sedili posteriori. Sempre con le stesse modalità ma in una via di Legnano, nei pressi di un’area di cantiere abbandonata, si verificava il pagamento. In un’occasione proprio Il Padrino, a bordo di una delle citycar, è stato arrestato all’ingresso di uno dei box con 3 chili di cocaina purissima, appena ritirata dal Mulo. Il gruppo, per ogni evenienza, era armato e proprio nel box in uso al Padrino si rinveniva una pistola calibro 7.65 con matricola abrasa, perfettamente funzionante.

In flagranza

Dei 10 arresti eseguiti in flagranza, uno risulta particolarmente significativo. Durante un servizio di osservazione, i Carabinieri notavano l’arrivo del Padrino alla guida di una Peugeot 107 nera al campo sportivo di Villa Cortese. Lo raggiungeva un uomo alla guida di una Volkswagen Up. Si poteva notare chiaramente la cessione di un involucro voluminoso che veniva nascosto nel cofano della piccola utilitaria tedesca, bloccata poco dopo a Legnano. Alla guida c’era Il Professore e nel baule, utilizzando lo spazio della ruota di scorta,  un panetto di cocaina purissima di oltre un chilo e un sacchetto contenente 12 mazzette da 5.000 euro ognuna, per complessivi 60.000 euro. Droga e soldi sequestrati, Professore in manette.

Dispiegamento di forze

Nel corso delle operazioni sono stati impiegati 115 militari, 50 automezzi delle Compagnie di Legnano, Busto Arsizio, Saronno, Novara, Gonzaga, Novi Ligure, Como e del Terzo Reggimento Carabinieri Lombardia di Milano, più 2 unità cinofile del Nucleo Carabinieri di Casatenovo. Sono state effettuate 19 perquisizioni. Degli arrestati, 10 sono in carcere e 5 ai domiciliari.

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