Casta maledetta – L’elenco dei parlamentari condannati e indagati (terza puntata)

Dopo la maxi pattuglia dell’ex Pdl (oggi Forza Italia e Ncd) e dopo la ben nutrita squadra del Pd, tocca alla Lega Nord. Anche qui non manca qualche condannato e qualche indagato. L’ex movimento federalista (divenuto oggi un partito di destra nazionalista) sbarcò in parlamento nel 1987 con il deputato Giuseppe Leoni e il senatore Umberto Bossi. Poi, nel 1992, la Lega esplose e portò nella capitale 25 senatori e 50 deputati. Il motto: “Roma ladrona, la Lega non perdona”. Le cose, in realtà, sono andate un po’ diversamente. Come sempre, ringraziamo i colleghi de ‘L’incredibile parlamento italiano‘, che tengono aggiornato il triste elenco

18 MARZO 2016

di Redazione

I 4 PARLAMENTAR LEGA NORD CON PROBLEMI GIUDIZIARI

1. BOSSI Umberto (eletto in Lombardia) – Condanna definitiva a 8 mesi nell’inchiesta di Tangentopoli sulla maxi-tangente Enimont per violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti: la Lega Nord ricevette 200 milioni di vecchie lire senza registrarle nel bilancio. E’ inoltre anche per truffa ai danni dello Stato nello scandalo dei rimborsi elettorali alla Lega: secondo gli inquirenti parte dei rimborsi elettorali sarebbe stata utilizzata dalla famiglia Bossi a scopi privati. La procura ha chiesto il rinvio a giudizio.

2. CALDEROLI Roberto (eletto in Piemonte) – E’ accusato di truffa allo stato (da ministro avrebbe messo in atto una serie di ‘trucchetti’ per volare da Roma a Cuneo per scopi privati su un aereo di Stato). Protetto dall’immunità ministeriale, il parlamento votò contro l’autorizzazione a procedere. Impossibile dunque svolgere le indagini, proprio a causa di uno dei privilegi della casta.

3. PINI Gianluca (eletto in Emilia Romagna) – Condannato in primo grado a 2 anni per millantato credito. Avrebbe richiesto e ottenuto denaro da parte di un avvocato di Forlì in cambio dell’impegno ad assicurargli la promozione all’esame per l’abilitazione alla professione. E’ inoltre a processo per truffa aggravata ai danni dello stato, appropriazione indebita e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposta. Avrebbe usato lo scudo fiscale per far rientrare in Italia dalla Repubblica di San Marino 400.000 euro, precedentemente sottratti al fisco. Pini fu tra quei parlamentari che votarono a favore dello ‘scudo fiscale’.

4. CROSIO Jonny (eletto in Lombardia) – A processo a Sondrio per turbativa d’asta. Uno scandalo che nel 2010 colpì la Valtellina per il coinvolgimento e l’arresto di politici, amministratori locali e della Comunità montana, oltre che vari imprenditori. L’accusa è di aver esercitato pressioni su piccoli proprietari, minacciando l’esproprio, per far vendere loro gli appezzamenti di terreno a prezzi inferiori al dovuto al fine di agevolare la costruzione di una strada.