Fra meno di sei mesi si vota in città importanti dell’Altomilanese, come Legnano, Magenta e Abbiategrasso. Ma vanno alle urne anche Canegrate, Cuggiono e Magnago con Bienate. Nel 2012 finì sei a zero per il Pd. Una debacle mai vista per il centrodestra. Ma allora la Lega fu ‘obbligata’ a correre da sola per rifarsi una verginità dopo gli scandali e i ‘dem’ erano una novità. Oggi la situazione è assai diversa

29 GENNAIO 2017

di Ersilio Mattioni

ALTOMILANESE – Cinque anni fa finì sei a zero, una debacle mai vista per un centrodestra che, nell’Altomilanese da un decennio abbondante, era abituato a vincere. Ma quelle del 2012 furono elezioni particolari, con la Lega ‘obbligata’ a correre da sola per rifarsi una verginità dopo gli scandali del ‘cerchio magico’ e con i primi echi dell’antipolitica, che sarebbero esplosi di lì a qualche mese, facendo decollare il Movimento 5 Stelle. Oggi, però, la situazione è assai diversa.

La crisi Pd, la crescita M5S, il desertro del centrodestra

Intanto, il Pd non è più la novità assoluta, perché si è misurato con la prova del governo nelle sei cittadine, evidenziando luci e ombre. Inoltre, l’antipolitica, che portò i ‘dem’ a vincere ovunque, oggi si rivolge anche contro il partito di Matteo Renzi. E infine, i ‘grillini’ sono cresciuti, pure a livello locale e sono la vera incognita sul voto della primavera 2017. In questo quadretto a tinte fosche, però, il Pd conserva significative chance di vittoria, sia perché il Movimento 5 Stelle non vanta ancora una classe dirigente ‘formata’ sia perché il centrodestra (che stavolta sarà competitivo, perché si presenta unito) è in stato comatoso e non trova candidati sindaci degni di questo nome.

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Legnano: il sindaco si affida a un sondaggio

Il sindaco Pd Alberto Centinaio, dopo aver testato il suo gradimento con un costoso sondaggio, ha deciso di ricandidarsi e si dice disponibile ad affrontare le primarie di coalizione, sempre che ci sia qualcuno disposto a sfidarlo. Questa è, ad oggi, l’unica certezza in un panorama quanto mai fluido. Sul fronte del centrodestra, infatti, si lavora senza fretta all’alleanza Forza Italia-Lega Nord, che potrebbe portare alla nomination di Carolina Toia, attuale consigliere regionale della Lista Maroni, la quale però non ha ancora sciolto le riserve. Anche il Movimento 5 Stelle, che vanta due consiglieri comunali, si presenterà per vincere, ma i ‘grillini’ legnanesi non hanno ancora scelto il candidato sindaco. Centinaio, per ora, è l’uomo da battere.

Magenta: l’asso nella manica del centrodestra

Anche nella Città della Battaglia c’è un uomo da battere: è il sindaco uscente Marco Invernizzi (Pd), che ha già ingaggiato una società di marketing e sondaggi per la campagna elettorale. Invernizzi si ricandida appoggiato anche dalla sua nuova lista civica, ma senza accordi a sinistra. Rifondazione Comunista corre da sola e punta sullo psicologo Giuseppe Rescaldina, un nome di prestigio. I ‘grillini’ ci saranno, candidato sindaco (salvo ripensamenti dell’ultima ora) sarà Giovanni Caso. A destra Lega Nord e Forza Italia saranno insieme, quindi temibili. Il problema è il candidato sindaco, che ancora manca. Il centrodestra, tuttavia, avrebbe un asso nella manica, un cavallo di razza. Solito bluff o pretattica?

Abbiategrasso: Pd ancora favorito

Qui il sindaco Pierluigi Arrara (Pd) ha un solo vero sfidante: è Domenico Finiguerra, che nel 2012 si presentò con la sua lista civica e mancò il ballottaggio per un pugno di voti. Il punto è capire se Finiguerra ha la volontà, la forza e gli uomini per un’altra campagna elettorale. Il Movimento 5 Stelle è molto cresciuto ed è in piena attività, ma non ha ancora scoperto le carte. I ‘grillini’ locali, tuttavia, ritengono di aver costruito una classe dirigente attrezzata e di essere pronti per la prova del governo, pur lasciando alle forze politiche già presenti in consiglio comunale l’onore e l’onere di svelare i propri piani. Sul centrodestra, infine, è decisamente meglio calare un velo pietoso: coalizione impalpabile come il borotalco.

Canegrate: sindaco uscente senza avversari

Il sindaco uscente Roberto Colombo (Sel) non è propriamente un esponente del nuovo corso, anzi. Però in questi anni non ha demeritato. E poi, politicamente, Colombo è scaltro: flirta con il ‘Pd’ per ottenere sia la ricandidatura sia l’appoggio in campagna elettorale; muove le sue pedine con astuzia e invade spesso il campo avversario. Infine, e non è un dettaglio di poco conto, non ha avversari. Lega Nord e centrodestra non hanno feeling (ancora non si è capito se correranno insieme) né candidati sindaci competitivi. La partita sembra chiusa prima ancora di cominciare.

Cuggiono: nessuno vuole sfidare i ‘dem’

Nel 2012 il Pd vinse con percentuali ‘bulgare’ (intorno al 70 per cento) e Flavio Polloni diventò il sindaco più votato nella storia di Cuggiono. Però correva in pratica da solo, perché dall’altra parte, politicamente parlando, c’era il nulla. Dopo un mandato amministrativo altalenante – durante il quale si è combinato pochino – il sindaco tenterà il bis tra sei mesi e quasi di sicuro rivincerà, perché il centrodestra non ha candidati (nel senso letterale della parola) e il Movimento 5 Stelle, attivo mesi fa, ha un po’ mollato il colpo.

Magnago con Bienate: gara aperta

Quando Carla Picco (Pd) vinse le elezioni, per molti fu una sorpresa: a Magnago con Bienate il centrodestra è sempre stato forte, anche grazie all’allora sindaco Ferruccio Binaghi (Forza Italia). Il quale ora torna in pista e in queste settimane tesse la complicata tela delle alleanze. I ‘grillini’ e la lista civica di Andrea Coscetti restano un’incognita. La sensazione è che la partita sia più che mai aperta.

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