Elezioni Comunali 2021 a Buscate, Cassinetta di Lugagnano, Corbetta, Dairago, Nerviano, Rho, Robecchetto con Induno, Sedriano, Turbigo e Villa Cortese: il punto sulle liste e i candidati. Prime previsioni

di Ersilio Mattioni e Francesca Ceriani

ALTOMILANESE – Elezioni Comunali 2021, si vota in 10 Comuni del territorio: 4 attualmente governati dal centrodestra, 5 dal centrosinistra e uno dal Movimento 5 Stelle.

Buscate, il sindaco prende tempo

Fabio Merlotti, primo cittadino di Buscate vicino a Fratelli d’Italia, è ancora incerto sulla sua ricandidatura alle elezioni comunali della prossima primavera. Se dovesse fare un passo indietro, la civica di centrodestra potrebbe puntare sul vicesindaco Elena Bienati (le sue quotazioni sono però in discesa) oppure sull’assessore al Bilancio Davide Colombo. La Lega si tiene le mani libere e potrebbe confluire, assieme alle altre liste civiche, in un unico progetto a sostegno dalla candidatura a sindaco di Franca Colombo. Se così succedesse, il centrodestra verrebbe messo in seria difficoltà. E se le civiche dovessero vincere, il progetto casa di riposo subirà un pesante ridimensionamento. Nel 2016 si presentarono 4 liste e Merlotti vinse di misura.

Cassinetta, cercasi candidati

Il sindaco uscente Michele Bona (civica di centrosinistra) ha già annunciato che non intende candidarsi per un altro mandato e nessuno della sua lista civica, fino a questo momento, ha offerto una disponibilità a prendere il suo posto. Nel 2016 Bona vinse con oltre il 60%. Sul fronte del centrodestra tutto tace.

Corbetta, centrodestra spaccato

Il centrodestra correrà diviso. Da una parte, troviamo la Lega (il cui segretario, Anna Maria Noè, si è dimessa poco prima di Natale): il nome del candidato sindaco, sebbene circolino diverse indiscrezioni, è ancora top secret. Dall’altra, invece, la compagine che sostiene il sindaco uscente, Marco Ballarini, è formata da Forza Italia, con il sostegno (al momento ancora ufficioso) di Fratelli d’Italia e di altre liste civiche. Quasi certamente il primo cittadino si ricandiderà. Per quanto riguarda il centrosinistra, sembra certa l’alleanza tra Partito democratico e Movimento 5 Stelle, appoggiati anche dalla Sinistra, da Italia Viva e dalla lista civica ‘Il Gabbiano’. Ma trovare un nome condiviso per il candidato sindaco non sarà semplice. Alle elezioni comunali del 2016 Ballarini aveva battuto nettamente il Pd al ballottaggio.

Dairago, ipotesi 4 liste

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Il sindaco uscente Paola Rolfi (Pd) tenterà il bis, ma alle elezioni comuni di primavera dovrà fare i conti con una parte del suo schieramento, tra cui l’ex segretario Pd Pino Verrini, intenzionato a capeggiare una civica di sinistra in aperta opposizione al sindaco uscente. Sul fronte del centrodestra, i due galli nel pollaio (Massimiliano Rampazzo di area Forza Italia e Federico Dal Cin della Lega) non hanno ancora trovato un accordo, neppure sulla ventilata ipotesi di convergere entrambi sulla candidatura del popolarissimo ex sindaco Pierangelo Paganini. L’ipotesi di 4 liste in campo è concreta. Nel 2016, con 3 liste, Rolfi vinse con il 39,89%.

Nerviano, la Lega tenta il bis

Il sindaco uscente Massimo Cozzi (Lega) pare intenzionato a ricandidarsi, anche se non ha ancora sciolto le risorse. Nel 2016 vinse al ballottaggio contro Sergio Parini (espressione di 3 liste civiche ) con il 58,13%, salendo di 20 punti dal primo turno (38,11%). Bisogna tenere presente che le civiche, a Nerviano, giocano un ruolo importante e rappresentano circa la metà dell’elettorato. Quanto al centrosinistra, finora, non ha scoperto le carte e l’ipotesi di candidatura dell’ex sindaco Enrico Cozzi (che governò dal 2006 al 2016) è solo una voce. Dubbi sul futuro del Movimento 5 Stelle (l’ex candidato sindaco Camillo Edi ha preso le distanze dai grillini), che potrebbe non presentarsi.

Rho, centrosinistra in grande spolvero

Stanno per concludersi i 10 anni del sindaco Pietro Romano (eletto la prima volta nel 2011 e riconfermato nel 2016). E il centrosinistra ha già scelto il nuovo candidato: sarà l’attuale vicesindaco Andrea Orlandi, che non correrà con il Pd (partito con il quale è stato eletto per 2 mandati), bensì con una propria lista civica, appoggiata dai dem, da Liberi e Uguali e dalla lista ‘Rho e Frazioni’. La candidatura di Orlandi sembra forte, anche perché il centrodestra appare in alto mare, non avendo ancora individuato né il candidato sindaco sindaco né la possibile coalizione. Anche la Lega, il soggetto più attivo dell’opposizione, sembra aver perso smalto dopo l’elezione di Fabrizio Cecchetti alla Camera dei deputati e il suo naturale allontanamento dalla politica attiva di Rho.

Robecchetto, risultato quasi scontato

Il sindaco uscente Giorgio Braga (centrosinistra) tenterà il bis: questa è l’unica notizia certa. Al suo fianco ci sarà, come 5 anni fa, Daniele Colombo, l’ispiratore della lista civica che, giocando senza partiti, riuscì, non senza difficoltà, strappare il paese al centrodestra dopo 10 anni. Oggi il quadro appare assai più semplice e Braga è di sicuro il favorito. Il centrodestra non è ancora riuscito né a mettere insieme una lista né a trovare il candidato sindaco: potrebbe essere Carmen Lasorella, attuale capogruppo d’opposizione. La sue possibilità di vittoria sono però scarse. Da ultimo, il Movimento 5 Stelle (che 5 anni fa si era presentato con Gabriele Furlan) è sparito dall’orizzonte politico del paese.

Sedriano, barcolla il feudo grillino

Il mandato della prima giunta lombarda del Movimento 5 Stelle sta per scadere: Angelo Cipriani si ricandiderà, rinunciando però al simbolo pentastellato. A Sedriano nessuna forza politica ha ancora svelato le proprie carte. L’ipotesi di un’alleanza tra Pd e Sinistra di Sedriano è naufragata. Da una parte, quindi, i ‘duri e puri’ di Sds, dall’altra una lista civica allargata di centrosinistra con a capo l’ex sindaco Marco Re. Incerta la situazione nel centrodestra: la Lega fatica a trovare il sostituto di Roberto Scurati, candidato nel 2015, e gli altri partiti della coalizione non sono messi meglio. Qualcuno spera si riproponga come candidato l’ex sindaco Alfredo Celeste, che però porta con sé il fardello dello scioglimento del Comune per mafia. C’è poi la lista civica che raggrupperà gli attivisti (o ex) del M5s ed esponenti della società civile. Il rischio è che si presentino 5 liste: in questo modo basta il 30% dei voti per essere eletti e governare il paese. Nel 2015 Cipriano vinse contro il Pd al fotofinish.

Turbigo, centrodestra in crisi dopo vent’anni

L’era del centrodestra, a Turbigo, cominciò con Laura Mira Bonomi nel 2001 e continuò con Christian Garavaglia nel 2011. Ma per la prima volta, dopo vent’anni, quest’impianto di potere è in crisi. Il sindaco uscente non può più correre e il suo successore non c’è, causa risse e litigi all’interno della coalizione. Tre assessore uscenti ambiscono alla carica: Marzia Artusi, Manila Leoni e Fabrizio Allevi. Poi ci sono gli outsider: Carlo Valloni e Nicola Budelli. Il centrosinistra invece ha ricondotto all’unità le sue varie anime, trovando un leader nel consigliere comunale Francesco Gritta. Ma da più parti si fa largo l’ipotesi da una terza lista, guidata da una donna (conosciuta e stimata). Nel 2016 Garavaglia vinse abbastanza nettamente con 4 liste in campo. Alle elezioni comunali di primavera, di sicuro, non ci sarà più il Movimento 5 Stelle, il cui leader, Roberto Malagnino, ha da tempo abbandonato il partito in polemica con i vertici nazionali.

Villa Cortese, sfida a due

Il sindaco uscente Alessandro Barlocco (centrosinistra), salvo sorprese dell’ultimo minuto, si ricandiderà per tentare il bis. Nel 2016 vinse contro il centrodestra abbastanza agevolmente, con oltre 10 punti di vantaggio. L’allora competitor Nadia Castiglioni si è ritirata dalla politica attiva e a guidare l’opposizione c’è Alessandro De Vito: sarà lui, con ogni probabilità, il candidato sindaco che sfiderà Barlocco. Una sfida che per il centrodestra non sarà affatto semplice, perché l’amministrazione uscente ha ben governato e il sindaco Barlocco, in particolare, ha gestito la pandemia in maniera pressoché impeccabile, senza peraltro rinunciare alla normale attività amministrativa.

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