Elezioni Magenta, a 15 mesi dal voto per eleggere il sindaco, ‘Sei di Magenta Se…’ lancia un sondaggio tra i 4 possibili candidati: boom di Salvaggio (Pd) che doppia Calati (centrodestra), tiene Progetto Magenta, scarso il risultato de La Nuova Italia, partito nato in seno alla comunità islamica

30 DICEMBRE 2020

di Ersilio Mattioni

MAGENTA (MILANO) – Elezioni Magenta 2022, è presto per parlarne? Mica tanto. Al voto amministrativo nella Città della Battaglia mancano solo 15 mesi ed è arrivato il momento di testare le intenzioni degli elettori.

Sondaggio social

Così, su Sei di Magenta Se…, il salotto virtuale più seguito della città, l’amministratore del gruppo Camilla Giocondi ha lanciato un sondaggio. Elezioni Magenta, chi scegliereste tra i 4 candidati oggi in campo?

Elezioni Magenta

Giocondi fa una premessa: “La scelta è stata fatta sulle supposizioni (in alcuni casi confermate dai diretti interessati, ndr) di possibili futuri candidati sindaci”. Come dire, questa è oggi la disponibilità politica dei soggetti in campo.

Risultati sorprendenti

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Il sondaggio è appena cominciato, ma hanno già votato oltre 230 magentini. La netta maggioranza di loro ha scelto Enzo Salvaggio (capogruppo Pd, già assessore all’Urbanistica ai tempi della giunta di Marco Invernizzi). Segue molta staccata Chiara Calati, sindaco in carica. Con percentuali meno rilevanti ma discrete la civica Progetto Magenta di Silvia Minardi e fanalino di coda Munib Ashfaq, fondatore de La Nuova Italia.

Le percentuali

Queste, per la precisione, sono le percentuali dei 4 candidati possibili alle elezioni di Magenta, previste per la primavera 2022. Enzo Salvaggio (Pd): 134 voti, pari al 58,40%; Chiara Calati (centrodestra) 53 voti, pari al 23,34%; Silvia Minardi 31 voti, pari al 13,51%, Munib Ashfaq 11 voti, pari al 4,75%.

Popolarità

Il sondaggio di Sei di Magenta Se… sembra fotografare la crisi del centrodestra (visibile, del resto, a occhio nudo) e premiare la popolarità di Salvaggio, forse al di là del suo partito di appartenenza. Di tutto rispetto anche il consenso di Minardi, in lenta ma costante crescita.

La Nuova Italia non decolla

Ma dire “Elezioni Magenta” vuol dire soprattutto testare il neonato soggetto politico, creato dall’attivismo della comunità musulmana e del suo leader, Munib Ashfaq, fondatore de La Nuova Italia. Il partito, com’è scritto nello statuto, ambisce a essere considerato una forza politica a tutto tondo e non invece, come dicono i detrattori, un soggetto religioso e confessionale, nato con l’unico scopo di edificare una moschea (o più modestamente un luogo di culto) a Magenta.

Il rischio

Il pericolo però che Ashfaq e i suoi sostenitori corrono è proprio questo: diventare monotematici rispetto alle sacrosante rivendicazioni della libertà religiosa. Un partito così tanto codificato è destinato a ottenere percentuali da prefisso telefonico, divenendo di conseguenza residuale.

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