Elezioni regionali in Lombardia, il consenso dei candidati del territorio: chi sale e chi scende

Elezioni regionali in Lombardia: nella Lega il più forte è il consigliere uscente Curzio Trezzani, in Fratelli d’Italia l’assessore magentina Stefania Bonfiglio potrebbe essere la sorpresa e nel Pd occhi puntati sul sindaco di Castano, Giuseppe Pignatiello. Terzo Polo, le chance di Ilaria Cova. Menzioni speciali per Roberto Colombo (Sinistra Italia) e Renata Cerutti (Patto Civico)

di Ersilio Mattioni

ALTOMILANESE Elezioni regionali in Lombardia, il territorio dell’Altomilanese partecipa con una miriade di candidati. Troppi, forse, per sperare che almeno uno ce la faccia. E sarebbe un peccato, perché un territorio non rappresentato nelle istituzioni sovracomunali conta sempre di meno. Alcuni partiti, però, hanno scelto di moltiplicare le candidature per arginare il calo dei consensi e per scongiurare l’astensionismo, che si prevede altissimo.

Elezioni regionali in Lombardia: il contesto

I sondaggi non si possono diffondere, ma in realtà l’impressione è che contino poco. L’astensionismo potrebbe generare sorprese, secondo gli esperti a vantaggio del Terzo Polo di Letizia Moratti, che sembra avere l’elettorato più consapevole. Sarà quindi una gara a tre? Possibile. A soffrire, oltre al Pd che vive una delle sue crisi più nere, ci sono i partiti che puntano sul voto di pancia, in questa fase molto instabile. Gli esperti sostengono tuttavia che il centrodestra, in terra lombarda, è difficilmente battibile. Anche se l’alleanza tra i dem e il Movimento 5 Stelle ha reso il centrosinistra per la prima volta competitivo.

Lega, boom di candidati

La Lega teme un calo significativo dei voti a tutto vantaggio di Fratelli d’Italia. Per questo ha deciso di puntare sulla sua vera forza: la classe dirigente locale (che manca alla destra di Giorgia Meloni). In campo, con significative chance di vittoria, c’è Curzio Trezzani: ex sindaco di Boffalora e consigliere regionale uscente. Competitor di rispetto è il sindaco di Parabiago, Raffele Cucchi. Il quale però deve fronteggiare un’ondata di malcontento nella sua città. Eletto due anni e mezzo fa, Cucchi è a metà mandato e in molti non hanno gradito la sua scelta: se vincesse, dovrebbe dimettersi da sindaco e Parabiago verrebbe commissariata. Più staccata la terza candidata leghista, Silvia Scurati di Bareggio. Quest’ultima, alla ricerca di recuperare voti, avrebbe stretto alleanze anomale. Una, per esempio, sarebbe quella con il sindaco di Corbetta, Marco Ballarini. Che fino a pochi mesi fa, impegnato nella campagna elettorale di Magenta, aveva aspramente criticato la Lega. La scelta di Scurati non è piaciuta ai militanti e rischia di essere un boomerang.

CURZIO TREZZANI (LEGA): IL CONSIGLIERE USCENTE CERCA LA RICONFERMA

Fratelli d’Italia, tutti contro tutti

Alle elezioni regionali in Lombardia il partito di Meloni vuole ripetere l’exploit delle ultime politiche. E nel collegio provinciale di Milano ha presentato una lista fortissima, con candidati popolari e attrezzati nella raccolta delle preferenze. Come il capolista Vittorio Feltri e come Alberto Veronesi (direttore d’orchestra, figlio dell’oncologo Umberto), ma c’è anche il filosofo Stefano Zecchi. E poi ci sono l’ex sindaco di Paderno Dugnano Marco Alparone, il capogruppo FdI uscente Franco Lucente, i consiglieri comunali di Milano Enrico Marcora e Chiara Valcepina. Infine, il cattolico Matteo Forte, esponente di Comunione e Liberazione. FdI potrebbero eleggere sei consiglieri in provincia di Milano e con tutti questi ‘big’ i candidati del nostro territorio dovranno faticare parecchio. L’ex sindaco di Turbigo Christian Garavaglia era sicuro di farcela ma ora può contare solo sul suo ‘sponsor’, l’ex senatore Mario Mantovani: senza il suo appoggio difficilmente sarà eletto. Più interessante il caso dell’assessora di Magenta, Stefania Bonfiglio, che sta crescendo a vista d’occhio in questa campagna elettorale e potrebbe essere la vera sorpresa.

STEFANIA BONFIGLIO, LA ‘SORPRESA’ DI FRATELLI D’ITALIA

Forza Italia: la gara a tre

Nessun candidato di Forza Italia nel territorio dell’Altomilanese. Il sindaco di Mesero, Davide Garavaglia, ha risposto ‘No’ ai vertici del suo partito per non abbandonare la sua città, che l’anno prossimo tornerà alle urne. E così gli elettori dovranno scegliere tra candidati milanesi. Il più forte sembra Giulio Gallera, ma anche Gianlulca Comazzi e Fabio Altitonante hanno chance. Forza FI eleggerà solo due consiglieri in provincia di Milano. In questo caso però – la decisione è stata presa dal coordinatore lombardo, Licia Ronzulli – il più votato farà l’assessore in caso di vittoria, liberando un posto per il primo dei non eletti.

GIULIO GALLERA, IL CANDIDATO PIU’ QUOTATO DI FORZA ITALIA

Terzo Polo, l’esperimento

Il Terzo Polo di Letizia Moratti, alle elezioni regionali in Lombardia, è un esperimento con prospettiva nazionale. Tuttavia, tra i candidati del territorio, ce n’è uno che desta l’attenzione: è Ilaria Cova, ex vicesindaco di Busto Garolfo. Un passato nella Margherita, poi nel Pd e infine in pausa dell’attività politica. Cova, che vanta importanti esperienze amministrative, ha sempre dimostrato di avere consenso nel territorio. Se il suo risultato fosse interessante, al di là dell’elezione, allora potrebbe diventare un punto di riferimento per il Terzo Polo nel territorio dell’Altomilanese.

ILARIA COVA, L’OUTSIDER DEL TERZO POLO

Pd, la corsa del sindaco di Castano

Merita una menzione il sindaco di Castano Primo, Giuseppe Pignatiello. Primo, perché si è guadagnato la candidatura dal basso (centinaia di cittadini hanno firmato una petizione, inviata ai vertici metropolitani del Pd). Secondo, perché sta conducendo una campagna elettorale vecchio stile (sempre in piazza tra le persone) e super moderna (con un eccellente uso dei social network). Attenzione, perché Pignatiello potrebbe essere la sorpresa di un Pd in crisi: un sindaco molto amato, capace di raccogliere consensi a destra, al centro e a sinistra, mettendo assieme un voto di stima che potrebbe portarlo alla vittoria.

LA SCOMMESSA DI GIUSEPPE PIGNATIELLO PER RISOLLEVARE IL PD

Movimento 5 Stelle, il ritorno

Di solito i 5 Stelle ottengono risultati significativo nella corsa solitaria. Invece alle elezioni regionali in Lombardia hanno deciso di fare un azzardo: allearsi con il Pd. Questo ha reso il centrosinistra competitivo, ma quanto ha giovato ai grillini? Difficile dirlo. Difficile anche prevedere chi tra loro diventerà consigliere regionale. Una chance ce l’ha Marco Zanzottera di Inveruno. Ci provò già nel 2013 e andò vicinissimo a raggiungere l’obiettivo. Nel Movimento gli elettori – non si capisce se per scelta o per dabbenaggine – sono restii a scrivere le preferenze sulla scheda. E allora per essere eletti, se la lista fa un buon risultato, basta un migliaio di voti individuali.

MARCO ZANZOTTERA, GRILLINO DELLA PRIMA ORA

A sinistra candidatura di spessore

Non sappiamo né quante possibilità abbia né quanto lui stesso ci tenga. Però Roberto Colombo – ex sindaco di Canegrate – è di sicuro una candidatura di spessore. Corre nella lista Sinistra Italiana-Verdi e, sia detto senza offesa per tutti gli altri, è uno dei politici del territorio tra i più attrezzati e intelligenti. Di sanissima fede antifascista (che di questi tempi è una gran bella cosa), Colombo non ha peli sulla lingua ed un uomo concreto. Sarebbe un piacere averlo in consiglio regionale.

ROBERTO COLOMBO, UN UOMO DI SINISTRA

Civici di destra

E’ arduo capire che peso abbiano le liste civiche. C’è quella del governo uscente Attilio Fontana (Lombardia Ideale), che candida sul territorio l’ex sindaco di Magenta Chiara Calati e Mariangela Garavaglia (anche lei magentina). Non sembra un’idea fantastica scegliere due donne che vivono nella stessa città, perché c’è il rischio di disperdere le preferenze. Entrambe però stanno svolgendo una campagna elettorale in assoluta serenità. Ma le questioni in ballo sono altre. Se Fontana dovesse vincere ma la sua lista ottenesse un risultato scarso, sarebbe uno smacco e si genererebbe un problema politico prima ancora di cominciare a governare. Se invece dovesse avere un buon consenso, rischierebbe di svuotare una Lega che già non naviga in acque placide. Le conseguenze, a catena, potrebbero riversarsi sui candidati del territorio.

Civici di sinistra

La novità è il Patto Civico per Pierfrancesco Majorino: una lista che cerca di convogliare nel centrosinistra il voto della cosiddetta società civile. Volerlo è una cosa, riuscirci è un’altra. Ma c’è una candidata a cui va tutta la nostra stima: è Renata Cerutti di Turbigo, la quale si è messa disposizione di questo progetto con uno spirito di servizio che non si vedeva più da molti anni. E che dovrebbe essere l’architrave della politica, mentre un po’ ovunque – tra signorotti delle preferenze e carrieristi – si assiste a un vergognoso mercato delle vacche. Fa piacere che qualcuno ne sia escluso e provi a volare un po’ più in alto della portineria.