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Fedez, il noto rapper italiano, lascia la SIAE e si affida a una società della Gran Bretagna per monitorare i diritti d’autore. La scelta del cantante potrebbe in qualche modo rivoluzionare il monopolio italiano dei diritti d’autore?

9 MAGGIO 2016

di Laura Oldani

ROMA – Federico Leonardo Lucia, meglio conosciuto come Fedez, uno fra i più famosi rapper italiani, ha deciso di chiudere il contratto con la SIAE e di firmarne un altro con la Soundreef, una società inglese che da gennaio 2017 avrà in affidamento i diritti d’autore sui suoi pezzi. Il primo cantante italiano che ha abbracciato questa scelta e che, di fatto, supera il il monopolio della Società Italiana Autori Editori. Senza contare il fatto che sia anche il primo ad averla abbracciata dopo il decreto parlamentare europeo del 2014, in cui si lasciava libera scelta agli artisti di affidare i propri diritti a qualsivoglia società.

Il caso della Soundreef

La Soundreef Ltd è un’azienda fondata da due italiani nel 2011, ha sede in Regno Unito e, a oggi, autorizza molte imprese a utilizzare e diffondere musica in esercizi commerciali o eventi live; inoltre, raccoglie e distribuisce compensi per conto di autori, editori, etichette discografiche e artisti. Inoltre Soundreef amministra e raccoglie compensi su oltre 150.000 brani utilizzati da un network sempre crescente di decine di migliaia di utenti business in Italia e nel mondo. Fedez, appunto è stato il primo cantante italiano ad affidarsi completamente all’azienda nella gestione dei suoi diritti.

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La posizione della SIAE

La SIAE ha reso noto un comunicato stampa sulla questione: “Abbiamo saputo e preso atto della scelta di Fedez e certamente ci dispiace perdere uno dei nostri 80.000 associati”. Tuttavia “continuiamo a stimare e ad apprezzare Fedez come autore e come artista. Dal canto nostro, siamo invece contenti di annunciare che dal 1 gennaio 2015 a fine marzo 2016 circa 6.000 nuovi autori under 31 si sono iscritti a SIAE. Un boom di adesioni che ci inorgoglisce e ci conferma che gli sforzi che la Società sta facendo per migliorare i servizi per i propri associati stanno andando nella giusta direzione. La Società Italiana degli Autori ed Editori tutela in tutto 45 milioni di opere in virtù di 270 accordi di rappresentanza con società di collecting estere. Realizziamo circa 1,2 milioni di licenze all’anno e serviamo oltre 500 mila utilizzatori sul territorio, senza gravare in alcun modo sulle casse dello Stato e senza dover fare utili nell’intermediazione del diritto d’autore. Questi dati dimostrano che abbiamo un peso e una massa critica che ci consentono di tutelare al meglio gli interessi dei nostri associati, anche nei tavoli di negoziazione con grandi player internazionali”.

Un’alternativa?

Tuttavia, questa vicenda potrebbe in qualche modo cambiare il mercato dei diritti d’autore e far sì che Soundreef si possa proporre come società alternativa cui altri cantanti o artisti potrebbero affidarsi.