Telefonata dei vigili alla mamma di una 11enne: “Sua figlia è positiva: state a casa, vi controlleremo”. Il comandante difende i suoi agenti.

17 NOVEMBRE 2020

di Ersilio Mattioni

TURBIGO (MILANO) – “Buongiorno, qui è la Polizia locale. Sua figlia è positiva al Covid, dovete stare a casa, vi controlleremo. E se non vi rendete conto di quanto è grave la situazione, guardate la televisione”. E’ quanto sarebbe stato riferito alla mamma di una ragazza turbighese di 11 anni. Quest’ultima, però, non è affatto positiva al Coronavirus, ma è solo in quarantena perché entrata in contatto con una compagna di classe, lei sì positiva.

“Sua figlia è positiva”

La studentessa 11enne, infatti, è a casa in attesa di fare il tampone. “Una telefonata di questo genere – riferiscono i genitori a Libera Stampa l’Altomilanese – è fuori dal mondo, perché si corre il rischio di generare terrorismo, diffondendo notizie false. Per fortuna – continua il padre dalla giovane studentessa – mia moglie è un’infermiera e io non sono uno sprovveduto, ma mi chiedo cosa sarebbe successo se questa telefonata fosse stata fatta a un cittadino fragile o non fino in fondo attrezzato a comprendere l’emergenza sanitaria”. Difficile capire cosa sia accaduto nei dettagli.

La replica del comandante

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Perché si comunica un caso Covid, quando si tratta di una semplice quarantena? E’ stato un errore della Polizia locale? E’ stato pubblicato sul portale un dato errato da parte di Ats? Qualcuno ha capito male? Il capo dei vigili, Fabrizio Rudoni, non si sottrare alle spinose domande e illustra, con dovizia di particolari, l’ingente lavoro quotidiano dei suoi agenti, escludendo l’utilizzo di toni sgarbati: “Non ci siamo mai permessi di mancare di rispetto a persone che stanno subendo questa pandemia, poiché sappiamo bene cosa vuole dire stare in balia degli eventi. Abbiamo sempre portato conforto e comprensione e appunto per questo motivo non posso accettare che qualche cittadino metta in discussione quanto fatto dai ‘miei’ uomini, soprattutto in questo momento storico. E non perché siamo al di sopra della legge o delle buone maniere, ma semplicemente perché, nel nostro piccolo, siamo in trincea al servizio dei nostri cittadini”.

Un fraintendimento

Secondo il comandante Rudoni, al limite, può esserci stato un fraintendimento: “Magari l’agente ha riferito del portale dei contatti Covid e la signora, udita la parola Covid, si è allarmata”. La signora però è un’infermiera: difficile che vada in tilt udendo la parola Covid. In ogni caso, il capo dei vigili e il padre della ragazza 11enne, alla fine, si sono sentiti al telefono e hanno chiarito l’accaduto.

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