Sammartino se ne va, anzi resta. il caso lanticina corti e valisi sbattono la porta povero Berlusconi

di Ersilio Mattioni e Riccardo Sala

Non ce ne voglia l’amico e collega Fabrizio Valenti, che su ‘Ticino Notizie’ titola ‘Forza Italia decide: avanti con Sammartino’. Ci è scappato un sorriso, perché negli azzurri locali sta succedendo esattamente il contrario. Da ciò il nuovo titolo: ‘Indietro con Sammartino’. Non è facile spiegare lo stato di salute, a metà fra il comatoso e il delirante, di Forza Italia Magenta. Ci proviamo. E i lettori ci perdoneranno, se saremo un po’ didascalici. Ma è davvero l’unico modo per fare chiarezza. Il rinnovo dei vertici locali del partito di Silvio Berlusconi sarebbe dovuto avvenire lo scorso gennaio. E’ passato un anno, senza rinnovo e senza un briciolo di attività politica. Poi sono successe due cose. La prima: Emanuele Torreggiani annuncia in via ufficiale la sua candidatura a sindaco. La seconda: da Milano qualcuno paventa il rischio di commissariare la sezione magentina. A questo punto, incassati i due ceffoni, pure i dormienti azzurri si destano dal torpore. E così, lunedì 26 ottobre, si riuniscono in assemblea. Oddio, ‘assemblea’ è un parolone per quattro gatti (ma rumorosi e litigiosi) attorno a un tavolo. Fumata nera e appuntamento rinviato a giovedì 29 ottobre, dove Giampiero Corti e Antonio Valisi non si presentano in dissenso con un gruppo dirigente che li ha di fatto esclusi da ogni livello decisionale. I superstiti fanno un passo avanti: Enrico Sammartino (70 anni) si presenta dimissionario. Ma nessuno raccoglie la sua ‘pesante’ eredità. E allora il segretario detta le condizioni: resto, però attorno a me voglio un gruppo compatto e che mi segua. Per andare dove? Non è dato sapere. Tutti però, a parole, dicono di sì. E come nella migliore tradizione forzista (quando le cose non vanno bene, si crea un organo per farle andare peggio) viene nominato il nuovo direttivo: al fianco del segretario Sammartino, ci saranno Ivan Parmigiani, Elisabetta Lanticina, Fabrizio Ispano, Ivano Castiglioni, ‘Nello’ Oldani e Pietro Parini. Un pool di vecchie glorie, insomma. Ad eccezione di Lanticina, la quale (già donna di punta dei Riformatori Azzurri dell’ex assessore regionale Alessandro Colucci) avrebbe dovuto essere il nuovo commissario nell’ipotesi di fare piazza pulita. Invece la giovane avvocatessa si ritrova allo stesso banchetto, parco per la verità, con una classe dirigente che non ha davvero più niente da dire: da Felice Sgarella (che non vuole Torreggiani candidato sindaco) a Tino Viglio (che forse lo vuole, ma senza avere il coraggio di dirlo), passando per altri vecchi ‘catenacci’ che pensano di vincere le elezioni sommando i partiti di centrodestra ma senza nessuna idea, perché le addizioni (se sono semplici) più o meno le fanno tutti, mentre per le idee, beh, è un’altra storia, che non raccontiamo per non uscire dal seminato. Forza Italia indietro tutta: caos, delirio e decadenza. Istantanea scattata su quello che fu, anche a Magenta, un partito politico degno di questo nome. Povero Berlusconi.

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