Parroco in lacrime durante la cerimonia funebre: “Il nostro cuore è in subbuglio, ma abbiamo un debito nei confronti di Rebecca: vivere e spendere bene la nostra vita”. Intanto, proseguono le indagini della Procura: il medico legale che ha eseguito l’autopsia ha al massimo 120 giorni di tempo per depositare le sue conclusioni. La piccola, 7 giorni prima dell’arresto cardiaco, era stata operata alle tonsille e alle adenoidi all’ospedale ‘Fornaroli’ di Magenta.

di Redazione

ARCONATE (MILANO) – Sono almeno 1.500 le persone che, nel pomeriggio di sabato 27 gennaio, hanno partecipato ai funerali di Rebecca Palermo, la bambina di soli 9 anni morta lo scorso 17 gennaio dopo un’emorragia devastante che non le ha lasciato scampo. La piccola era stata operata alle tonsille e alle adenoidi all’ospedale ‘Fornaroli’ di Magenta. Circa una settimana dopo, lunedì 15 gennaio, l’emorragia massiva che l’ha colpita in casa, nelle prime ore del mattino. Poi il trasporto d’urgenza in elisoccorso all’ospedale ‘Papa Giovanni XXIII’ di Bergamo, la sala operatoria e i tentativi disperati dei medici di salvarle la vita.

Folla ai funerali, almeno 1.500 le persone presenti

Purtroppo, Rebecca è stata troppo tempo in arresto cardiaco senza ossigeno. La bimba non ce l’ha fatta ed è venuta a mancare nell’ospedale bergamasco mercoledì 17 gennaio, gettando nello sconforto tutto il paese. E in effetti c’era davvero quasi tutta Arconate ai funerali della bimba, che si sono celebrati alle 15 di sabato scorso in chiesa parrocchiale. Già dalle 14 era impossibile trovare posto all’interno dell’edificio, a riprova di come la tragedia abbia colpito davvero tutti gli arconatesi.

Le lacrime di don Alessandro Lucini

In lacrime anche il parroco, don Alessandro Lucini, per il quale è risultato difficile trovare le parole adatte a un lutto così devastante. I fedeli che di solito vanno a messa e hanno partecipato ai funerali sono rimasti profondamente colpiti: “Non lo abbiamo mai visto così”. E in effetti il sacerdote, a coloro che erano in chiesa per la cerimonia funebre sabato 27 gennaio, è apparso provato. Toccanti le lacrime che hanno rigato il viso del parroco durante l’omelia, pronunciata a fatica tra lunghe pause, e allo scambio della pace con la famiglia di Rebecca.

La predica: “Abbiamo un debito nei confronti di Rebecca”

La predica del sacerdote ha toccato e ha lasciato il segno in molti. “Il nostro cuore – ha detto don Alessandro – oggi è in subbuglio, dentro di noi albergano una moltitudine di sentimenti, ci sono la delusione, la rabbia, l’incredulità. Ciascuno di noi porta dentro di sé il peso, la fatica di questo lutto, in particolare questa famiglia, che vive lo strazio della separazione. Abbiamo bisogno di te Signore, che tu faccia sentire la tua presenza innanzitutto a questa famiglia, una presenza che non parli solamente per sentito dire, ma una testimonianza che attraversi il dolore. Noi Signore siamo certi che ora Rebecca vive con te, ma tu ravviva la nostra speranza, i nostri cuori, le nostre menti, perché possiamo avere la certezza che anche noi ci rincontreremo nella vita eterna. Noi abbiamo un debito nei confronti di Rebecca, quello di vivere e spendere bene la nostra vita”.

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Il corteo verso il cimitero

Al termine dei funerali, che si sono svolti con grande sobrietà , due fragorosi applausi della folla in memoria di Rebecca e il commovente lancio dei palloncini bianchi verso il cielo, a cura dei compagni di classe della bambina, che frequentava la quarta della scuola elementare ‘Maestri di Arconate’. La celebrazione si è conclusa con un affollatissimo corteo verso il cimitero comunale di via Beata Vergine, dove Rebecca è stata sepolta tra le lacrime dei familiari, dei parenti e degli amici.

Il lutto cittadino e le parole della madre

Presente alla cerimonia il sindaco Sergio Calloni, l’assessore alla Scuola Francesco Colombo e l’intera Amministrazione comunale, che ha proclamato il lutto cittadino nel giorno delle esequie di Rebecca. In chiesa c’era anche il dirigente scolastico, Emanuele Marcora, le maestre e tutti i compagni di classe della piccola Rebecca. “Sono stati giorni molto impegnativi – così Elena, la madre della piccola, in un dolce messaggio sui social poche ore dopo le esequie – oggi erano veramente in tanti a salutarti ma non ho avuto la forza di fermarmi a ringraziarli tutti. Fai buon viaggio patata, ora possiamo riposare un po’”.

L’inchiesta della Procura

Prosegue, intanto, l’inchiesta aperta della Procura per fare luce sulle cause della bambina. Il medico legale che ha eseguito l’autopsia sul corpo della piccola Rebecca ha a disposizione al massimo 120 giorni per consegnare le sue conclusioni al Pubblico ministero. Sarà quello il momento decisivo delle indagini. Solo dalle conclusioni di chi ha eseguito l’esame autoptico si capirà se il decesso della bambina è avvenuto a causa di una imprevedibile fatalità o se, invece, la sua morte sia in qualche modo collegata all’intervento eseguito all’ospedale ‘Fornaroli’ di Magenta.

I dubbi sulle cause del decesso

Rebecca era una bambina sana, senza patologie pregresse: che cos’è successo, quella tragica mattina di lunedì 15 gennaio? Che cosa può aver provocato un’emorragia talmente forte da mandare in arresto cardiaco la piccola in pochi minuti? Domande a cui la famiglia di Rebecca, in primis, vuole una risposta. Chi è vicino ai genitori li descrive come “provati ma determinati ad andare in fino in fondo, per scoprire la verità”, pur senza essere animati da “sentimenti di ira o di odio”. Un atteggiamento maturo, che testimonia la grande compostezza di una famiglia che – pur travolta da un dolore inimmaginabile – ha dimostrato una dignità ammirevole e non comune.