Guerra tra narcos: un’altra vittima. Dopo gli omicidi di Rescaldina e Vanzaghello, un uomo vola dal balcone e muore. I collegamenti con gli altri omicidi, con l’accoltellamento di Inveruno e con la sparatoria nei boschi di Cerro Maggiore. Tutto comincia nella Cave di Casorezzo e Busto Garolfo. Il controllo dello spaccio di droga genera una scia di sangue che sta terrorizzando il territorio

di Redazione

ALTOMILANESE – Un altro morto nella guerra tra narcos. Che, ormai dai primi di aprile, sta generando una vera e propria scia di sangue nel territorio dell’Altomilanese – tra le Cave di Busto Garolfo e Casorezzo, i boschi di Rescaldina e Vanzaghello, Inveruno e il giallo della sparatoria nei boschi tra Cerro Maggiore, Rescaldina e Uboldo – per la gestione del traffico di droga. E’ questa l’inquietante ipotesi dopo che un uomo di 39 anni, martedì 31 maggio, è morto dopo un volo dal balcone.

Guerra tra narcos: misterioso volo dal balcone

Nella notte tra martedì 31 maggio e mercoledì 1 giugno un 39enne è precipitato dal terzo piano di una palazzina a Vercelli. E’ morto dopo un tremendo volo sull’asfalto. La nostra inchiesta ci porta nei boschi tra Vanzaghello e Magnago e alcune fonti, incontrate sul campo, ci suggeriscono un’ipotesi tanto inquietante quanto verosimile, che certamente dovrà essere vagliata dagli inquirenti. La morte del vercellese potrebbe non essere accidentale, bensì un vero e proprio omicidio legato all’ormai nota faida tra spacciatori che sta terrorizzando il territorio. Sembra che l’uomo, nell’ultima settimana, fosse piuttosto preoccupato per la sua incolumità, e che negli ultimi giorni abbia mandato moglie e figli in Marocco.

I rapporti con l’omicidio di Vanzaghello

L’ipotesi, raccolta con testimonianze sul campo, è che il 39enne volato dal balcone al terzo piano possa in qualche modo essere coinvolto con la morte del 34enne ritrovato cadavere in superstrada a Vanzaghello il 7 maggio. Picchiato e torturato, l’uomo venne scaricato in una piazzola di sosta. Ma è davvero plausibile che la morte del vercellese rappresenti una sorta di vendetta per l’uccisione del pusher trovato senza vita in superstrada da un camionista? A stabilirlo ci penseranno gli inquirenti, che da mesi lavorano ormai senza soluzione di continuità per fermare la guerra sanguinaria tra bande rivali di spacciatori.

I rapporti con l’omicidio di Rescaldina

Quel che ormai è appurato, in questa lunga vicenda, chi è il vanzaghellese trovato morto in superstrada il 7 maggio. Lo hanno picchiato, torturato e poi scaricato nella piazzola di sosta vicino a Malpensa. Il 32enne fu riconosciuto da suo padre grazie a un anello e ad alcuni tatuaggi. Lo avrebbero eliminato per una ragione ben precisa. L’uomo avrebbe rubato 30.000 euro di droga ad alcuni rivali spacciatori, per vendicare la morte di un amico pusher ucciso nel bosco del Rugareto a Rescaldina sabato 5 aprile, tale Bouda Ouadia.

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Il collegamento con Inveruno

C’è chi giura che il 32enne possa anche aver avuto un ruolo nell’accoltellamento del nordafricano 35enne Taouil, avvenuto a Inveruno a casa di Luigi Gatta lo scorso 5 aprile. Ma poi il ferito, risvegliatosi dal coma, lo aveva completamente scagionato. Per questo episodio, inizialmente la Procura di Milano aveva accusato e arrestato proprio Gatta. Quest’utimo era già indicato come responsabile di 6 rapine e un tentato furto con strappo a Casorezzo, sventato grazie all’intervento del sindaco Pierluca Oldani.

Le Cave di Casorezzo e Busto Garolfo

C’è un ulteriore tassello nella guerra tra narcos. E’ l’episodio che, almeno a livello temporale, ha fatto da detonatore a questa violentissima faida tra narcos, ovvero Bouda Ouadia, lo spacciatore 24enne ucciso nel bosco di Rescaldina. Perché lo hanno ammazzato? Anche in questo caso, c’entrerebbero la droga e lo spaccio. Oaudia, ‘responsabile’ del traffico di sostanze stupefacenti nella zona delle Cave di Casorezzo e Busto Garolfo, avrebbe sconfinato nel bosco di Rescaldina senza ‘chiedere il permesso’ ai pusher locali. E così, gli spacciatori del posto lo avrebbero eliminato con un unico colpo alla tempia, nello stile di una perfetta esecuzione.

La sparatoria tra Cerro Maggiore, Rescaldina e Uboldo

Ultimo episodio della guerra tra narcos – che la nostra inchiesta giornalistica racconta, senza in alcun modo volersi sovrapporsi a quella giudiziaria – potrebbe essere la sparatoria di oggi, martedì 7 giugno. Un uomo di 35 anni (di origine magrebina) è stato ferito nei boschi tra Cerro Maggiore, Rescaldina e Uboldo. 10 colpi d’arma da fuoco contro il magrebino, trasportato con l’elisoccorso, in codice rosso, all’ospedale di Varese.

Guerra tra narcos: le indagini

Gli inquirenti lavorano per unire i tasselli di questa guerra tra narcos che insanguina il territorio. L’obiettivo è porre fine a questa escalation di violenza. Il quadro che già emerge, però, è che certamente esiste una catena di omicidi, pestaggi e vendette. Che ha generato la più feroce guerra tra spacciatori che il territorio ricordi negli ultimi anni.