Nel mirino della finanza la vendita di un appartamento di lusso

Diventa un giallo la vendita da parte della Fondazione Opera Pia Castiglioni di un appartamento di lusso in pieno centro di Milano, proprio dietro il Castello Sforzesco. Tutto nasce dalla denuncia presentata dall’ex inquilino di quell’abitazione signorile che avrebbe voluto esercitare il diritto di prelazione sull’appartamento nel quale abitava. In pratica, chi vive in affitto in una casa ha il diritto di poter per primo presentare un’offerta nel caso il proprietario decida di mettere in vendita l’immobile. La Fondazione Opera Pia Castiglioni invece vendette l’appartamento a un’altra persona: il fortunato acquirente era l’allora centravanti del Milan, lo svedese (con origini bosniache) Zlatan Ibrahimovic. Nella denuncia dell’ex inquilino sono riportate alcune informazioni che gli inquirenti hanno ritenuto molto interessanti. Per l’ampio appartamento, situato in una delle zone più eleganti (e care) del capoluogo lombardo, il bomber rossonero avrebbe pagato 2.600 euro a metro quadro. Ed è proprio il prezzo ad avere insospettito gli uomini del Nucleo Tributario della Guardia di Finanza. 2600 euro al metro quadro è un prezzo troppo basso: ammonta infatti a un terzo del prezzo di mercato per le case dello stesso tipo in quella zona di Milano, che le agenzie immobiliari più quotate stimano essere tra i 7mila e i 9mila euro. Ma allora perchè la Fondazione Opera Pia Castiglioni di fatto ha ‘svenduto’ (o comunque venduto molto al di sotto del prezzo di mercato) uno dei suoi beni più preziosi? L’ipotesi dell’ex inquilino, messa nera su bianco, è che la vendita dell’immobile (intermediata da una società, che comprò dalla Fondazione Opera Pia Castiglioni per poi vendere al calciatore) sia stata un modo per eludere il fisco. Certo, è tutto da dimostrare, ma intanto il Pubblico Ministero Giovanni Polizzi ha aperto un’indagine e vuole vederci chiaro. La Guardia di Finanza ha sequestrato molti documenti che riguardano la gestione del patrimonio immobiliare della Fondazione, nella gestione della quale avrebbe una parte importante Mario Mantovani, ex vicepresidente della Regione Lombardia, arrestato tre settimane fa con le accuse di concussione, corruzione e turbativa d’asta. La fondazione Opera Pia Castiglioni è infatti socio al 90% di Opera Pia Castiglioni Srl, il cui presidente è Michele Franceschina, direttore generale della Fondazione Mantovani, che vede tra i soci fondatori lo stesso Mario Mantovani. Un intreccio complesso che ha destato la curiosità degli investigatori. Mario Mantovani, attraverso il suo legale Roberto Lassini, ha più volte rimarcato come abbia da tempo lasciato ogni carica della Fondazione Mantovani e come non sia in alcuno modo coinvolto nella gestione dell’ente. Sarà l’inchiesta della Magistratura a stabilire chi ha ragione.

A.M.

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