Inchiesta Hydra: quasi 500 anni di carcere nella sentenza del rito abbreviato per 62 imputati. Altri 45 andranno a processo: prima udienza il 19 marzo nell’aula bunker
MILANO (MILANO) – Il Tribunale di Milano ha messo nero su bianco un passaggio giudiziario di rilievo: in Lombardia esiste un “consorzio delle mafie”, una struttura criminale unitaria in cui cosa nostra, camorra e ’ndrangheta hanno operato insieme, condividendo strategie, affari e controllo del territorio. Hydra è un’alleanza stabile, non occasionale, finalizzata a spartirsi il mercato illecito nella regione economicamente più forte del Paese.
La sentenza di rito abbreviato
Il riconoscimento arriva con la sentenza emessa dal giudice Emanuele Mancini al termine dell’udienza preliminare del procedimento Hydra, uno dei più imponenti celebrati negli ultimi anni a Milano per numero di imputati, capi d’accusa e complessità investigativa. Secondo il Tribunale, la mafia a tre teste ha esercitato una capacità intimidatoria unitaria, incidendo sul tessuto economico lombardo attraverso traffici di droga, estorsioni, reati economici e attività di riciclaggio.
Hydra, i numeri del procedimento
Il procedimento ha riguardato 146 imputati per oltre 90 imputazioni. Le scelte processuali hanno portato a una frammentazione dei percorsi giudiziari: 56 imputati sono stati trattati in udienza preliminare, mentre 89 hanno optato per riti alternativi (80 giudizi abbreviati e 9 patteggiamenti).
I rinvii a giudizio e i proscioglimenti
Il processo proseguirà in dibattimento per 45 imputati rinviati a giudizio (tra loro il boss di Abbiategrasso, Paolo Aurelio Errante Parrino) davanti alla sezione VIII del Tribunale di Milano, competente per i reati di criminalità organizzata. Per questi soggetti non vi è alcuna sentenza: il giudizio di merito deve ancora essere celebrato. Tra le 56 posizioni esaminate in udienza preliminare, il giudice ha disposto 11 proscioglimenti ex art. 425 c.p.p., ritenendo che non vi fossero elementi sufficienti per sostenere l’accusa in giudizio.
La sentenza per il rito abbreviato
Per le 80 posizioni definite con giudizio abbreviato, il Tribunale ha pronunciato 62 condanne e 18 assoluzioni. In due casi l’assoluzione riguarda il capo 1 (associazione mafiosa) per non aver commesso il fatto; in altri casi l’assoluzione è stata parziale, limitata ad alcuni capi d’imputazione. La sentenza riconosce in modo esplicito la sussistenza dell’associazione mafiosa unitaria, sulla base di un imponente quadro probatorio, rafforzato anche dalle dichiarazioni di collaboratori di giustizia.
Hydra, le condanne nel rito abbreviato
- Giovanni Abilone – 13 anni e 4 mesi
- Vincenza Albanese – 11 anni e 4 mesi
- Simone Aquilano – 2 anni e 4 mesi + 8.000 euro
- Francesco Bellusci – 4 anni e 6 mesi
- Salvatore Blanco – 6 anni e 2 mesi + 6.000 euro
- Samuele Bonanno – 12 anni
- Alessandro Bramonti – 10 anni e 6 mesi
- Domenico Brancaccio – 10 anni e 6 mesi
- Antonio Caldarelli – 1 anno e 4 mesi
- Pasquale Callipari – 2 anni e 4 mesi + 6.000 euro
- William Alfonso Cerbo – 5 anni
- Giovanni Cirillo – 10 anni e 10 mesi
- Alessio Ciulla – 6 anni + 10.000 euro
- Emanuela Colombo – 1 anno e 4 mesi
- Salvatore Coluccio – 2 anni e 6 mesi + 6.000 euro
- Filippo Crea – 14 anni e 8 mesi
- Giacomo Cristello – 11 anni e 2 mesi
- Aurelio D’Alia – 3 anni
- Vincenzo Deodato – 6 anni e 2 mesi + 6.000 euro
- Michele Destefano – 4 anni + 16.000 euro
- Antonio Dimiccoli – 6 anni e 2 mesi + 6.000 euro
- Giuseppe Fidanzati – 14 anni
- Stefano Fidanzati – 2 anni e 8 mesi
- Giuseppe Fiore – 7 anni e 1 mese
- Gianfranco Fontana – 5 anni e 4 mesi + 2.000 euro
- Antonio Galioto – 11 anni e 2 mesi
- Giovanni Gatto – 3 anni e 1 mese + 4.000 euro
- Antonio Grasso – 13 anni e 8 mesi
- Paolo Grasso – 7 anni
- Giada Jelimini – 3 anni e 2 mesi + 4.000 euro
- Alessandro La Cara – 5 anni + 10.000 euro
- Pietro Mazzotta – 13 anni
- Maurizio Menghetti – 3 anni e 6 mesi + 8.000 euro
- Luca Milano – 2 anni e 4 mesi + 6.000 euro
- Alessandro Molluso Illuminato – 4 anni e 4 mesi + 10.000 euro
- Francesco Molluso – 4 anni + 8.000 euro
- Alessandro Monti – 4 anni e 8 mesi + 10.000 euro
- Maria Assunta Morana – 1 anno e 4 mesi
- Ejll Mroshaj – 2 anni e 4 mesi + 6.000 euro
- Carmelo Oliveri – 4 anni e 9 mesi + 10.000 euro
- Bernardo Pace – 14 anni e 4 mesi
- Domenico Pace – 11 anni e 4 mesi
- Michele Pace – 12 anni
- Ignazio Panella – 3 anni e 6 mesi + 8.000 euro
- Daniele Papalia – 4 anni + 10.000 euro
- Riccardo Francesco Perversi – 3 anni
- Saverio Pintaudi – 3 anni e 6 mesi
- Giuseppe Pizzata – 14 anni e 4 mesi
- Orsola Polise – 1 anno e 4 mesi
- Maria Domenica Postu – 10 anni e 8 mesi
- Antonio Romeo – 3 anni e 8 mesi
- Massimo Rosi – 16 anni
- Andrea Michele Russo – 4 anni e 8 mesi + 10.000 euro
- Daniela Sangalli – 10 anni e 8 mesi
- Sergio Sanseverino – 13 anni
- Saverio Sergi – 2 anni e 4 mesi + 6.000 euro
- Giuseppe Sorce – 13 anni
- Giuseppe Spatola – 1 anno e 4 mesi
- Pasquale Filomeno Toscano – 11 anni e 2 mesi
- Elyas Velaj Kelmert – 3 anni e 2 mesi + 4.000 euro
- Mario Ventura – 4 anni e 1 mese + 6.000 euro
- Giuseppe Zavettieri – 4 anni e 1 mese + 10.000 euro
Le assoluzioni
- Abd El Latif Mohamed Emam Hama – perché il fatto non costituisce reato
- Giuliano Anderlini – perché il fatto non costituisce reato
- Pasquale Antozza – perché il fatto non sussiste
- Manuela Aquilanti – perché il fatto non costituisce reato
- Salvatore Barra – perché non ha commesso il fatto
- Antonio Bassetto – perché il fatto non costituisce reato
- Claudio Cannizzaro – perché il fatto non costituisce reato
- Marco Cassago – perché il fatto non costituisce reato
- Luca Congiu – perché il fatto non costituisce reato
- Francesco Cutone – perché il fatto non costituisce reato
- Antonio Dimiccoli – perché non ha commesso il fatto
- Stefano Fidanzati – perché non ha commesso il fatto
- Irina Galy – perché non ha commesso il fatto
- Maria Rita Gennaro – perché il fatto non costituisce reato
- Antonio Guarnaccia – perché non ha commesso il fatto
- Maurizio Licari – perché il fatto non costituisce reato
- Marina Marino – perché il fatto non costituisce reato
- Gabriela Ohannesissan Girabaldi – perché il fatto non sussiste
Rinviati a giudizio nel rito ordinario
Rinviati a giudizio nel rito ordinario
Sono 45 gli imputati rinviati a giudizio nel rito ordinario di Hydra. Per tutti loro il processo comincerà il 19 marzo alle 9,30 nell’aula bunker di Milano in piazza Filangieri.
- Rosario Abilone
- Gioacchino Amico
- Luca Baraldi
- Massimiliano Barbieri
- Francesco Berducci
- Susanna Bernardinello
- Rosario Bonvissuto
- Federica Buccafusca
- Michel Cantarella
- Pierpaolo Carta
- Giuseppe Castiglia
- Cristina Chinellato
- Diego Cislaghi
- Adriatik Coku
- Santo Crea
- Davide Cresta
- Gennaro Di Pierno
- Cristiano Donato
- Alfonso Doria
- Estebe Fiorenza Echezarreta
- Paolo Aurelio Errante Parrino
- Nicola Folino
- Luigi Gaudio
- Elia Gobbi
- Giovanni Gobbi
- Filippo Mancin
- Luca Manna
- Pietro Mannino
- Dario Nicastro
- Fabio Nicastro
- Francesco Nicastro
- Raimondo Orlando
- Roberto Paganin
- Christopher Perriccio
- Mafalda Poli
- Vincenzo Rispoli
- Claudio Scotti
- Vincenzo Senese
- Antonio Sorrentino
- Lorenzo Suraci
- Demetrio Tripodi
- Eduardo Maria Vestiti
- Giancarlo Vestiti
- Marika Vestiti
- Giuseppe Antonio Zinghini






