Fortunata Barni, primo cittadino di Robecco sul Naviglio, si commuove ripensando al 2020: “Non sempre mi sono sentita all’altezza”

di Francesca Ceriani

ROBECCO SUL NAVIGLIO (MILANO) – Come ha vissuto questo difficile anno segnato dalla pandemia da Covid-19 il sindaco di Robecco sul Naviglio, Fortunata Barni? Ne abbiamo parlato con lei.

Sindaco, un bilancio del 2020? Come ha affrontato questo periodo da un punto di vista emotivo?

“E’ stato un anno più impegnativo. soprattutto nella prima ondata, le persone erano preoccupate, chiamavano in Comune anche solo per essere rassicurate e rincuorate (si commuove, ndr). Non sempre mi sono sentita all’altezza di fronte a tutto il dolore dei miei concittadini. E’ stato tremendo, soprattutto per chi non poteva dare l’ultimo saluto ai propri cari. Sono momenti che mi porterò dentro per sempre”.

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Come avete agito a livello amministrativo?

“Siamo stati tra i primi a istituire la Centrale operativa comunale. I nostri dipendenti comunali si sono impegnati molto, così come i volontari: grazie alla preparazione e all’organizzazione di tutti, siamo riusciti a creare una rete e a non far sentire solo nessuno. C’è stata poi una bella collaborazione con i medici di base, così è stato più semplice ricostruire la catena dei contatti”.

L’hanno accusata di non comunicare abbastanza con i cittadini…

“Nei periodi più difficili, facevo un video alla settimana, perché ce n’era bisogno. Poi ho preferito stare più vicino ai cittadini in difficoltà, chiamandoli uno per uno”.

E le altre questioni, come per esempio il semaforo del ponte e la videosorveglianza, come sono andate a finire?

““Il problema del semaforo è stato risolto. I mezzi pesanti non possono più passare da Robecco e il ponte è stato messo in sicurezza. In questi mesi, abbiamo realizzato anche il poliambulatorio: un bel successo, in un periodo come quello che stiamo vivendo. Infine, sul fronte della sicurezza, tutto si può migliorare, anche se la situazione a Robecco non è così grave. A breve apriremo il bando per installare le telecamere nei punti più critici e strategici. Ma non voglio trasformare il paese in un ‘Grande fratello’, anche perché le telecamere non sempre servono a prendere i ladri”.

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