Grande: “ci voleva più partecipazione”, il sindaco: “polemica strumentale, si fa il male del paese”

di Francesco Colombo

Scoppia la polemica sulla Fiera di San Martino a Inveruno. Quest’anno, la tradizionale rassegna agricola cittadina è oggetto di polemiche politiche particolarmente pressanti. Il duello è, ancora una volta, tra l’Amministrazione di Sara Bettinelli e la Lega Nord del giovane segretario Vincenzo Grande. Il Carroccio avrebbe voluto avere più voce in capitolo nell’organizzazione e nel controllo dell’iniziativa. In una parola: più partecipazione. “L’Amministrazione – spiega il consigliere e capogruppo della Lega – doveva dare la possibilità di avere un organo ufficiale sulla Fiera, al posto di tenere quelle che, più o meno, sembrano riunioni carbonare. FURATo Si chiama Masper e sarà l’azienda che, a Furato, porterà una vera e propria rivoluzione dal punto di vista occupazionale. L’impresa costruirà un capannone da 7.000 metri quadrati e si occupa di commercio di porcellane di alta qualità, che poi vengono immesse nella catena della grande distribuzione. La Convenzione con il Comune procede, l’iter burocratico-amministrativo va avanti spedito. E le ricadute occupazionali sono eccellenti: 40 dipendenti nello stabilimento, che diventerà cruciale per l’azieninveruno In arrivo un maxi bosco di 4 ettari a Inveruno. L’operazione è stata condotta dall’Amministrazione Bettinelli e sarà a costo zero per le casse del Comune, grazie a particolari norme urbanistiche che prevedono – nel caso in cui un imprenditore del territorio voglia costruire – la necessità di compensare il terreno ‘usato’. Ed ecco che, grazie a un imprenditore di Turbigo, una zona di 4 ettari tra Inveruno e Arconate verrà popolata da un nuovo bosco. Il Comune aveva davanti a se due strade: la prima era quella di rinnovare il contratto d’affitto di quei terreni a privati e vincolare così l’area per diversi anni. L’altra era quella di non rinnovare i contratti in essere e studiare soluzioni alternative per quell’area. Dopo attente valutazioni, emersa la proposta dell’imprenditore turbighese, la scelta è stata presa. Il bosco sarà piantumato e, oltre ai costi iniziali, l’imprenditore si farà carico di assumere le spese e gli oneri di gestione del parco per i primi 3 anni, tempo nei quali il bosco si assesta e si consolida. L’Amministrazione comunale rivendica con orgoglio la scelta effettuata, mentre dalle opposizioni arriva una certa perplessità su un’operazione che – fanno sapere alcuni militanti di centrodestra – sembra essere scelta solo per farsi belli e a mo’ di spot, piuttosto che essere inserita in un contesto di vera politica ambientale ed ecologica. F.C. da. E se la ditta avrà bisogno di assumere nuovo personale (per licenziamenti o pensionamenti) “si darà la precedenza ai cittadini di Furato e di Inveruno”. Un’ottima notizia, specialmente perché arriva in un periodo di forte crisi occupazionale e, più in generale, economico- finanziaria. Non solo: per le casse del Comune il progetto è molto positivo, in quanto l’azienda porterà una serie di benefici a Inveruno. Prima di tutto, la sistemazione del parcheggio del cimitero di Furato. Poi, una riqualificazione delle piste ciclabili, con particolare riferimento a quella tra Inveruno e Furato. Da ultimo, ma non per questo meno importante, il rifacimento di piazza Giovanni XXIII. La zona dove sorgerà l’azienda è quella che si trova dietro al cimitero di Furato, inserita in una zona boschiva. E proprio perché l’azienda vuole salvaguardare l’ambiente, provvederà a creare una cortina boschiva tra il capannone e il cimitero che distingua gli spazi e renda il tutto esteticamente gradevole. L’iniziativa è accolta con favore dall’Amministrazione comunale, che da tempo lavora a questo dossier: “Siamo soddisfatti – spiega il sindaco, Sara Bettinelli – perché la trattativa è stata puntuale, intesa e trasparente. Visto che si trattava della costruzione di un nuovo capannone, e per noi la scelta politica di concederla è stata importante, abbiamo richiesto una serie di contropartite significative. Tutte a vantaggio della comunità”. F.C. Non ce l’abbiamo con la Fiera, anzi. Ma avremmo voluto che l’Amministrazione mettesse in pratica le promesse sulla partecipazione che aveva tanto sbandierato in campagna elettorale. Perché voglio ricordare – affonda Grande – che la Fiera non è uno spot elettorale, ma patrimonio di tutta la comunità”. Non si fa attendere la (dura) risposta del primo cittadino, che denuncia come ci sia qualcuno che stia “remando contro la Fiera”. “E’ ovvio che le decisioni sulla Fiera, in ultima analisi, spettano al Comune – spiega Bettinelli – ma una cosa è chiara. Il Comune si prende l’onere di mantenere il livello qualitativo della Fiera, o addirittura di aumentarlo, ma l’onore di avere una manifestazione di così alto spessore è di tutta la comunità di Inveruno e Furato. Chi ritiene di utilizzare la Fiera come strumento di battaglia politica sbaglia totalmente – accusa Bettinelli – e noi in questo gioco non ci vogliamo entrare, perché è dannoso per tutto il nostro paese”. Ma la Lega non si ferma qui e mette ulteriore benzina sul fuoco. “C’è stato anche un grosso problema sulla pubblicità – dichiara Grande – perché il volantino è venuto pronto solo ai primi di novembre, e non a metà ottobre come succedeva con le precedenti amministrazioni. Si sono dunque persi 15 giorni di pubblicità, questo a discapito della Fiera stessa ma soprattutto degli inserzionisti che hanno dato soldi per farsi pubblicità”. Insomma, gli animi sulla Fiera sono accesi. E se tutti concordano – maggioranza e opposizioni – sulla sacralità dell’evento, volano gli stracci sulle modalità organizzative e di controllo. Un botta e risposta che è destinato a Vincenzo Grande nuovi sviluppi.

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