Inveruno, il ladro bloccato dal sindaco resta in carcere: è accusato di 6 rapine

Inveruno, nuova ordinanza di custodia cautelare per Luigi Gatta, sospettato di aver accoltellato uno spacciatore e di aver messo a segno una serie di rapina in tutto il territorio

di Francesco Colombo

INVERUNO (MILANO) – Luigi Gatta, il 41enne di Inveruno, nel Milanese, resta in carcere. Oltre al furto con strappo (episodio che vide protagonista anche il sindaco di Casorezzo, Pierluca Oldani, che lo bloccò) è sospettato di aver accoltellato uno spacciatore nordafricano. Sarebbe successo martedì 5 aprile nell’appartamento in via Palestro, dove Gatta risiede. Nelle ultime ore però un’altra ordinanza ha raggiunto Gatta, che si trova nel carcere di San Vittore. Il Gip di Milano, Fabrizio Filice, gli contesta altre 5 rapine.

L’episodio di Casorezzo

Gatta, lo scorso marzo, aveva tentato un furto con strappo ai danni di una donna 80enne, residente a Casorezzo. In quell’occasione il sindaco, Pierluca Oldani, aveva bloccato il ladro per poi chiamare le forze dell’ordine. Il ladro aveva reagito, sostenendo che il sindaco lo avrebbe aggredito, investito con la sua auto e trascinato per diversi metri. I testimoni però non hanno confermato questo racconto, dichiarando anzi che il sindaco non avrebbe praticato alcun tipo di violenza.

Da Inveruno al carcere

La situazione di Gatta aveva preso una brutta piega qualche giorno giorno, quando un cittadino nordafricano gli aveva fatto visita e tra i due ne era nato un aspro confronto. Secondo l’accusa Gatta avrebbe accoltellato il suo amico e condomino, il quale sarebbe persino caduto dal balcone, finendo in ospedale. Il 20 marzo una nuova tegola: la Procura contestata al ladro di Inveruno altri 5 furti, avvenuti ai danni di una 47enne di Magenta, di una 63enne di Mesero, di una 63enne di Casorezzo e di una 71enne di Casorezzo. Infine, l’episodio già citato della donna 8enne, sempre di Casorezzo.

Luigi Gatta non uscirà dal carcere

“Gatta deve rimanere in carcere – scrivono i giudici di Milano – perché i reati predatori da lui commessi sono finalizzati a sovvenzionare il consumo di stupefacenti, per i quali non gli basta l’attività lavorativa”. Nell’episodio più grave, tuttavia, il nordafricano accoltellato aveva scagionato Gatta, appena si era risvegliato dal coma. Ma i giudici non gli hanno creduto.