Summit di cosa nostra, ‘ndrangheta e camorra a Inveruno per discutere un piano d’affari e impossessarsi dei soldi pubblici dei superbonus edilizi. Il “consorzio della criminalità” nel territorio

di Ersilio Mattioni

INVERUNO (MILANO) – Un summit a Inveruno tra tutte le mafie: cosa nostra, camorra, ‘ndrangheta. Obiettivo: mettere le mani sui soldi pubblici dei superbonus edilizi. E’ quanto emerge dalle carte dell’inchiesta “Hydra”, che lo scorso ottobre ha portato all’arresto di 11 persone, con altre 143 indagate a piede libero.

Le carte dell’inchiesta “Hydra” sull’incontro dei boss a Inveruno

Summit in paese

Ma perché a Inveruno? Il summit delle mafie unite si è più volte incontrato nel nostro territorio, in prevalenza a Dairago e Abbiategrasso, dove vive Paolo Errante Parrino, il cugino di Matteo Messina Denaro. Ma in un’occasione il gruppo criminale ha scelto Inveruno per incontrarsi con imprenditori calabresi del posto, interessati a finanziare operazioni urbanistiche e immobiliari.

Luogo segreto

Non è ancora chiaro dove sia avvenuto il summit mafioso, anche se le informazioni disponibili portano a ritenere che i capi delle mafie si siano incontrati all’interno dei locali di un’attività commerciale, durante l’orario di chiusura. Presente al vertice anche Massimo Rosi, considerato il reggente della “locale” di ‘ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo, un tempo governata dal potente boss Vincenzo Rispoli.

Inveruno e la ‘ndrangheta

C’è una lunga tradizione che lega Inveruno alla mafia, in particolare alla ‘ndrangheta. Ben protetta e quasi invisibile, la criminalità organizzata locale ha da tempo dismesso coppola e lupara. Oggi veste con abiti firmati e gestisce attività perfettamente lecite, anche se la provenienza dei capitali resta avvolta nel mistero.

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