Lavoratori extracomunitari pagati 4,5 euro all’ora e costretti a effettuare turni di 9 ore

24 AGOSTO 2020

di Francesca Ceriani

MILANO – I finanzieri del Comando Provinciale di Milano hanno sequestrato un’azienda agricola di Cassina de’ Pecchi, nel Milanese, del valore complessivo di oltre 7.500.000 di euro. Il provvedimento costituisce l’esito delle indagini svolte dalla Compagnia di Gorgonzola che hanno consentito di portare alla luce un sistematico sfruttamento illecito della manodopera agricola a danno di circa 100 lavoratori extracomunitari.

Lavoratori sfruttati

Gli accertamenti hanno permesso di rilevare anomalie nelle assunzioni e nelle retribuzioni dei dipendenti dell’azienda, evidenziando gravi violazioni delle norme che regolano l’impiego dei braccianti agricoli. In particolare, i lavoratori non solo erano obbligati a prestare estenuanti turni di oltre 9 ore giornaliere, ma ricevevano una paga oraria di 4,50 euro, nettamente inferiore a quella minima prevista dal contratto collettivo nazionale.

Norme anti-Covid

Inoltre, alla ingiusta retribuzione si aggiungevano degradanti condizioni d’impiego nei campi: i lavoratori sfruttati, infatti, soggetti alla continua vigilanza dei responsabili, erano costretti a sforzi fisici gravosi, tesi a velocizzare la raccolta e in spregio alle norme anti Covid-19 sul distanziamento sociale. Approfittando delle condizioni di bisogno dei dipendenti, mediante la minaccia i titolari dell’azienda riuscivano a ridurre il costo della manodopera e massimizzare i guadagni. Eloquente era la prassi dell’assunzione in prova per due giorni senza alcun compenso a cui seguiva, senza alcuna valida ragione, l’allontanamento del bracciante. Con tale modalità i responsabili dell’azienda riuscivano, ulteriormente, a ridurre i costi complessivi e sfruttare i giovani extracomunitari bisognosi di lavorare.

Le denunce

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Al termine delle indagini sono state denunciate per il reato di intermediazione illecita e sfruttamento della manodopera 7 persone: due amministratori, due sorveglianti, due impiegati e il consulente che predisponeva le buste paga. La Procura ha disposto il sequestro dei beni della società, consistenti in 53 immobili, tra terreni e fabbricati, 25 veicoli strumentali e 3 conti correnti. Sequestrati anche oltre 27.000 barattoli di marmellata esposti al sole destinati alla grande distribuzione.

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