di Attilio Mattioni

Le Gallerie d’Italia sono un autentico ‘regalo’ che Banca Intesa ha offerto a Milano, ma non solo; a tutti i visitatori e turisti che attratti nel centro della città si affacciano nel cosiddetto Quadrilatero dell’arte, di cui le Gallerie costituiscono una parte sostanziale. La sezione riservata alle opere del Novecento si trova nell’antica sede della Banca Commerciale, in piazza della Scala, angolo via Manzoni. Dal 7 novembre fino al 21 febbraio 2016 ospiteranno la mostra ‘Hayez’, curata da Fernando Mazzocca con il coordinamento generale di Gianfranco Brunelli. E’ senza dubbio la più completa e aggiornata esposizione su Francesco Hayez , il pittore espressione più significativa del romanticismo storico (Venezia 1791 – Milano 1882). Per la prima volta una mostra raccoglie in un’unica sede circa 120 tra dipinti e affreschi dell’artista, alcuni dei quali inediti o mai esposti dall’Ottocento in poi. Fra i molti capolavori, per la prima volta vengono messe a confronto le tre versioni de ‘il Bacio’, emblema della cultura romantica, una delle quali fu esposta anche all’Esposizione Universale di Parigi del 1867. ‘Il bacio’ è un olio su tela di 112 × 88 cm, realizzato nel 1859 su commissione di Alfonso Maria Visconti di Saliceto, che alla propria morte lo regalò alla Pinacoteca dell’Accademia di Brera, dove è tuttora conservato ed esposto. Oltre a questo dipinto, l’artista realizzò nel tempo tre repliche con lo stesso soggetto, con piccole modifiche fra l’una e l’altra, delle quali due versioni sono in collezioni private ed un’altra, in cui il vestito della donna è bianco, fu realizzata nel 1861 per la famiglia Mylius ed è stata venduta all’asta il 12 novembre 2008 da Sotheby’s a Londra. Anche se Hayez dipinse altre pregevoli opere, -esposte in mostra – in questo quadro che lo rese celebre, l’autore riunisce le principali caratteristiche del romanticismo, il sentimento puro e l’amore agli ideali. La naturalezza dell’abbraccio esprime insieme la passione e lo struggimento per la possibile separazione, che nel clima dell’epoca era intesa come la chiamata all’alto ideale del Risorgimento cui nessuno si poteva sottrarre. L’ingresso è gratuito. Orari sul sito www.gallerieditalia.com.

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