Nel mese simbolo della comunità LGBTQIA+, presentata la prima sfilata del Pride legnanese. Gli organizzatori: “Ogni insulto conferma la necessità di esserci”
LEGNANO (MILANO) – Nel mese simbolo per la comunità LGBTQIA+, il vento del Pride arriva a Legnano per scuotere le coscienze e portare diritti che dovrebbero essere garantiti, ma che purtroppo non lo sono ancora per tutti. È ancora lungo il cammino da percorrere e, proprio per questo, gli organizzatori hanno deciso di presentare il prossimo Pride, che si terrà nella città del Carroccio domenica 13 settembre 2026.




La presentazione al Centro Pertini
Domenica 7 giugno, al Centro Pertini di via Salice, è stato organizzato l’evento di presentazione del “Pride Legnano”, a cura del Gruppo Salice, del Collettivo Giargiame, dell’Associazione Echo, di Wherehouse, di Music, Wow Woman e dei Giovani Democratici. L’incontro si è aperto con i moderatori Matteo Bianchi e Francesco Funaro, che hanno illustrato le slide di presentazione del Pride.





Il significato del Pride Legnano
Il Pride Legnano vuole essere orgoglio, libertà di partecipazione, diritti uguali per tutti, accessibilità, inclusione e sostenibilità. Una piazza aperta, dove la cittadinanza possa discutere, informarsi e confrontarsi. Una vetrina per le comunità marginalizzate, come donne, persone con disabilità, persone LGBTQIA+ e migranti. La città si evolve e diventa consapevole. Come recita una strofa dell’inno nazionale: “Se dall’Alpi alla Sicilia, ovunque è Legnano”. La città di Legnano deve essere la casa di tutti.




La risposta all’odio sui social
Gli organizzatori hanno raccontato della campagna di odio partita sui social dopo l’annuncio dell’iniziativa. Quanto accaduto non li ha intimiditi; anzi, li ha incoraggiati a sfilare. Ogni insulto ricevuto, hanno spiegato, conferma la necessità urgente di scendere in piazza. Alcuni messaggi di odio sono stati letti e commentati durante l’incontro. La risposta degli organizzatori sarà quella di promuovere eventi, far conoscere le loro parole e i loro corpi. Solo la conoscenza può contrastare la paura e l’ignoranza.



Il primo Pride di Legnano il 13 settembre
La prima sfilata del Pride Legnano si terrà domenica 13 settembre e partirà da piazza Alberto da Giussano, simbolo della città di tutti. Attraversando le vie cittadine, il corteo arriverà in piazza Mercato, dove sarà allestito un palco per dialogare con le realtà del territorio. Saranno presenti anche banchetti informativi, performance e slogan.
Le voci del Pride legnanese
Dopo la presentazione delle slide, sono seguiti diversi interventi. Tra i presenti Michele Albani, già presidente della Commissione Sicurezza, Coesione sociale e politica della notte del Comune di Milano; Monica Romano, prima persona transgender eletta in Consiglio comunale nella storia di Milano e tra i partecipanti al primo Pride di Milano del 2001; Rodolfo Pessina, psichiatra e sessuologo; la docente Margherita Principe; Farouk Abdulhamid, dottorando in ingegneria gestionale; e Bianca Turati, volontaria del Salice. Alla fine è stato mostrato un video con un messaggio di sostegno da parte della scrittrice e attivista Marina Cuollo, impegnata sul tema della disabilità.

Non una copia di Milano
I referenti milanesi hanno voluto sottolineare che l’iniziativa di Legnano non è una copia del Pride di Milano, ma nasce dentro una logica di sostegno reciproco. Il Pride legnanese si è aperto anche ad altre minoranze, affrontando il tema dell’abilismo e dando voce a nuove rappresentanze degli stranieri.
Tavoli di confronto e comunità in festa
La seconda parte del pomeriggio si è articolata in discussioni ai tavoli di confronto su vari temi: LGBTQIA+, abilismo, transfemminismo, razzismo ed ecologia. Circa un centinaio di persone si è distribuito attorno ai tavoli, moderati dagli ospiti intervenuti all’inizio del pomeriggio. La costruzione del Manifesto del Pride, annunciata da Matteo Bianchi e Francesco Funaro e sostenuta dalle associazioni e da diversi referenti, è andata avanti attraverso il confronto con i cittadini.

Associazioni, musica e partecipazione
Il pomeriggio è stato animato anche dalla presenza dei banchetti allestiti dalle associazioni Anffas, Uildm, Amnesty, Artist for Pride, Il Punto, RadiceTimbrica Teatro, Green in town e Croce Rossa Legnano. A chiudere l’iniziativa, il dj set “Baby Doll”, collettivo milanese che ha fatto ballare la comunità in festa, tra spazi musicali inclusivi e carichi di energia.





