Dopo la vittoria al ballottaggio, il sindaco Radice lavora alla nuova giunta: continuità con il mandato precedente, ma non sono escluse sorprese sugli assessorati chiave
LEGNANO (MILANO) – Dopo un’avvincente sfida all’ultimo voto, Lorenzo Radice è pronto a varare la nuova giunta. Il sindaco uscente, sostenuto dal Pd e da quattro liste civiche, ha battuto al ballottaggio il candidato del centrodestra Mario Almici, esponente di Fratelli d’Italia, e ora deve costruire la squadra chiamata a governare Legnano nei prossimi cinque anni. La linea sembra chiara: continuità con l’amministrazione uscente, ma con alcuni possibili cambiamenti mirati. Anche perché sul tavolo c’è una partita politica delicata: quella del nuovo vicesindaco.
Il nodo del vicesindaco
La novità più importante potrebbe riguardare proprio la carica di numero due della giunta. Anna Pavan, vicesindaca uscente e assessora al Benessere e sicurezza sociale, potrebbe non essere confermata in quel ruolo. Dopo cinque anni impegnativi, non è escluso che scelga di fare un passo indietro per dedicarsi maggiormente alla famiglia. Tra le ipotesi che circolano in queste ore, una porta a Lorena Fedeli, assessora uscente alla Città futura. Una soluzione che segnerebbe un cambio di equilibrio interno, senza però interrompere la continuità politica con il mandato appena concluso.
Le preferenze degli assessori uscenti
Gli assessori uscenti, tutti candidati nelle rispettive liste, hanno ottenuto risultati complessivamente positivi. Luca Benetti ha raccolto 350 preferenze, Anna Pavan 252, Ilaria Maffei 192, Marco Bianchi 161, Monica Berna Nasca 149, Guido Bragato 149 e Lorena Fedeli 73. Numeri che confermano il peso di Benetti e Pavan, la crescita di Maffei e la tenuta di Berna Nasca, Bragato e Bianchi. Più contenuto il dato di Fedeli, comunque in linea con quello del 2020. Radice, però, non ragiona solo sulle preferenze: l’obiettivo è avere una squadra pronta a mettersi subito al lavoro, senza lunghi tempi di rodaggio.
Benetti verso la conferma
Per l’assessorato alla Sostenibilità appare probabile la conferma di Luca Benetti, che nel 2023 ha preso in carico anche il pacchetto delle deleghe legate al bilancio: contabilità, programmazione, economato, tributi, Provveditorato, Centrale unica di committenza, Transizione digitale e Smart city. Una responsabilità pesante, soprattutto in una fase in cui il bilancio previsionale del Comune si attesta intorno ai 105 milioni di euro tra entrate e spese. Una crescita importante rispetto al 2020, dovuta anche ai finanziamenti ottenuti, tra cui quelli del Pnrr, e all’aumento degli investimenti su servizi sociali e welfare.
Maffei, Bianchi e Bragato
Sembra avviata verso la conferma anche Ilaria Maffei, assessora alla Comunità inclusiva, forte del lavoro svolto sul tema della Scuola legnanese, in raccordo con gli altri assessorati. Molti istituti sono stati trasformati, il servizio mensa è stato seguito con attenzione dalle famiglie e sono stati introdotti nuovi servizi per i centri estivi. Per la Città bella e funzionale, assessorato tra i più delicati, Marco Bianchi potrebbe essere confermato, forse con qualche delega in meno per alleggerire un pacchetto che comprende Pnrr, mobilità, trasporti, manutenzione delle strade e piste ciclabili. Alla Qualità della vita, dopo anni segnati da eventi, Centenario, Palio, iniziative culturali, musicali e teatrali e nuove biblioteche, Guido Bragato resta tra i nomi forti per la riconferma.
Pgt, quotidianità e possibili sorprese
Più aperta la partita sulla Città futura, dove pesa il tema del Pgt. Le opposizioni hanno attaccato duramente l’amministrazione, sostenendo che Legnano sia stata invasa dai centri commerciali. Dall’assessorato è arrivata una replica netta: con il nuovo Pgt non saranno previsti altri centri commerciali e quelli in costruzione sono stati vincolati a offrire servizi alla cittadinanza. Qui potrebbe restare in campo Lorena Fedeli, ma proprio il suo nome circola anche per il ruolo di vicesindaca. Da valutare pure il futuro dell’assessorato alla Quotidianità, affidato a Monica Berna Nasca, che in questi anni si è occupata di ascolto dei cittadini, servizi demografici e cimiteriali, comunicazione e innovazione digitale.
Il possibile riassetto sul sociale
Il capitolo più delicato resta quello del Benessere e sicurezza sociale, finora seguito da Anna Pavan. Se la vicesindaca uscente dovesse davvero fare un passo indietro, Radice potrebbe riorganizzare l’assessorato, valorizzando figure con esperienza amministrativa e conoscenza del territorio. Tra i nomi che potrebbero avere un ruolo in questa fase c’è Mario Brambilla, che ha seguito da vicino diverse attività, in particolare sul fronte delle politiche abitative e dell’housing sociale. Attenzione anche a Enzo Tesoro, consigliere debuttante del Pd, considerato esperto di tematiche di quartiere.
Una giunta tra conferme e rimescolamento
La nuova giunta Radice, dunque, dovrebbe nascere nel segno della continuità, ma non sarà necessariamente una semplice fotocopia di quella uscente. Il sindaco sa di dover ripartire rapidamente, dopo una vittoria arrivata al termine di un confronto elettorale molto serrato. Per questo punterà su assessori già rodati, ma potrebbe anche scegliere di rimescolare alcune deleghe pesanti. La conferma degli uscenti resta l’ipotesi più forte, ma il nodo del vicesindaco e qualche possibile sorpresa sugli assessorati chiave rendono il toto giunta tutt’altro che chiuso.






