Maestro 52enne denunciato da due genitori: “Toccò il sedere a nostra figlia”. L’insegnante prende carta e penna e scrive una lettera: “Ferito e umiliato, non sono colpevole di nulla, mi difenderò con il coltello tra i denti”

di Redazione

CASOREZZO (MILANO) – Si difende il maestro delle scuole elementari ‘Manzoni’ di Casorezzo, accusato da due genitori di aver “toccato il sedere” della loro figlia. Mamma e papà hanno sporto denuncia ai Carabinieri di Busto Garolfo, che stanno indagando per verificare la fondatezza di quanto segnalato.

Genitori contro il maestro

L’insegnante risulta innocente fino all’ultimo grado di giudizio, ma il caso continua a generare tensioni all’interno dell’istituto. Il docente, 52 anni, insegna in due classi della scuola elementare di Casorezzo. Al rientro dalle vacanze di Natale, i bambini di una delle due sezioni non si sono presentati a scuola. L’insegnante è entrato in classe, ma l’aula era vuota: i genitori, infatti, avevano deciso di tenere i bambini a casa, come “forma di protesta” rispetto alle accuse mosse nei confronti del docente.

La difesa accorata del docente

Il 52enne, amareggiato e scosso dalla plateale dimostrazione di sfiducia organizzata dai genitori, ha preso carta e penna e scritto un’accorata lettera rivolta alla rappresentante di classe per ribadire la sua totale estraneità a quanto gli viene contestato. “Sono stato infamato di una cosa gravissima – scrive il docente – che ha leso la mia figura di uomo, padre e docente. La vostra paura ferisce la mia dignità, sono stato accusato di qualcosa di inverosimile e mi difenderò con il coltello tra i denti”. Prosegue l’insegnante: “Non trovare gli alunni al mio rientro mi ha ferito tantissimo perché sono colpevole del nulla. Sono stato accusato e le mie parole piene di lacrime chiedono solo giustizia e chiarimenti. Insegno dal 1999 e sono docente di ruolo dal 2005: mai ho avuto problemi di questo genere”.

L’insegnante: “Sono innocente, non mi meritavo tutto questo”

Il 52enne, nella missiva, ribadisce con forza la sua innocenza: “Accusare qualcuno senza prove mi umilia, tutto è stato ingigantito a dismisura e in maniera sproporzionata. Non me lo sarei mai aspettato e non me lo meritavo”. Poi l’insegnante si rivolge direttamente alle mamme e ai papà: “Siete stati condizionati dalle voci. Non voglio elemosinare perdono o pietà anche perché non ne ho motivo, prendete questa mia lettera come uno sfogo e una richiesta di chiarimento. Mi rammarica che non conosciate chi sia io veramente, come uomo e come docente, e spero mi possiate dare l’opportunità di ricredervi”.

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Il preside: “Vicenda delicata, si rischia di aumentare le tensioni”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Duca d’Aosta, Antonio Zito: “L’interlocuzione tra genitori e docenti – spiega il preside – rischia di non produrre conseguenze e di esacerbare le tensioni”. L’insegnante non è stato sospeso dal servizio perché la Scuola, di concerto con l’Ufficio scolastico regionale, non avrebbe ritenuto adeguatamente motivato un provvedimento così forte, che si può adottare solo in presenza di “acclarati e serissimi problemi”. “Quello che si poteva fare è stato fatto – continua Zito – le indagini dei Carabinieri sono ancora in corso e non credo che vi saranno sviluppi a breve, perché la vicenda è delicata. Servirà tempo, noi possiamo mediare e cercare un punto di incontro tra il docente e le famiglie ma, di fronte a un atteggiamento così forte da parte dei genitori, temo che le tensioni non svaniscano in fretta”.