Proteste al Fornaroli: i cittadini che di notte hanno bisogno di cure aspettano ore prima di essere visitati.

di Riccardo Sala

Ennesime lamentele riguardo al pronto soccorso dell’ospedale Fornaroli di Magenta, soprattutto rivolto al servizio notturno. Pochi medici di turno e attese infinite anche in assenza di particolari problemi. Questo è quello che viene denunciato da alcuni cittadini, sia alla nostra redazione sia nelle zone franche dei social network. I casi sono tanti e di diversa natura, ma riassumibili in un postulato preciso: il pronto soccorso del Fornaroli, ormai da tempo, è in una condizione di superlavoro che spesso crea disagi ai cittadini. Una condizione che, a volte, può creare tensioni tra i pazienti, devastati dal malessere e dall’attesa, ed il personali, sfiancato da turni lunghi e frenetici. Con l’arrivo della notte, e le conseguente presenza ancor minore di personale, la situazione peggiora. Un solo medico in reparto, che può rimanere irreperibile per lungo tempo in caso di emergenza o di un paziente bisognoso di cure immediate. La coda si allunga, e i cittadini si lamentano. Nel pronto soccorso pediatrico, diviso da quello ‘per adulti’ per sfoltire le code, non va meglio. Stesse problematiche e stesse conseguenze: attese chilometriche, infermiere che fanno ricorso a tutta la buona volontà per tenere la situazione tranquilla, medici lasciati soli e pazienti nervosi e mal gestiti. La questione è stata già affrontata qualche mese fa, e le dichiarazioni del responsabile del PS del Fornaroli, il Dr. Massimo Dello Russo, non erano state molto positive. Si era parlato del personale insufficiente a gestire la grande mole di accessi e persino di alcuni ritardi nella consegna di apparecchiature di base. Ma la situazione è ancora la stessa? Siamo andati a chiederlo al Dr. Dello Russo: “No, la situazione è stata risolta. Con le nuove disposizioni degli organi superiori, molto più stringenti e legate alle esigenze di ogni nosocomio, siamo riusciti a tamponare quelle che erano le criticità del pronto soccorso. Tra turnazioni più intelligenti e la risoluzione dei problemi legati alle forniture, le falle sono state riparate. Ovviamente la struttura ospedaliera, in quanto a spazi e dipendenti, rimane un po’ troppo sottodimensionata per una gestione ‘tranquilla’ del flusso di accessi che ogni anno interessa il Fornaroli. È aumentata l’organizzazione e la capacità di gestione però, che rende la situazione affrontabile con relativa facilità. Certo, con una struttura così, a volte ci possono essere disagi in caso di imprevisti o eventi eccezionali, ma su questo punto abbiamo le mani legate”. Il responsabile non si sbilancia più di tanto, ma, leggendo tra le righe, si ripete quello che viene detto da sempre: l’impegno c’è e c’è anche un’efficienza gestionale. Mancano le risorse di base, quali spazi e nuovo personale da impiegare nelle attività di pronto soccorso. Un cruccio che potrebbero risolvere solamente i dirigenti di Asl Milano 1 e della Regione, progettando magari un ampliamento, strutturale e di organico, adatto a sostenere il peso delle richieste dei cittadini.

Sostieni la Libera Informazione


Sul nostro giornale on line trovi l’informazione libera e coraggiosa, perché noi non abbiamo padroni e non riceviamo finanziamenti pubblici. Da sempre, viviamo soltanto grazie ai nostri lettori e ai nostri inserzionisti. Noi vi offriamo un’informazione libera e gratuita. Voi, se potete, dateci un piccolo aiuto.