Magenta-Corbetta-Bernate, picchia e minaccia di morte la ex fidanzata: non accettava la fine della storia. I Carabinieri arrestano 46enne

Picchia e minaccia la sua ex fidanzata: un uomo di 46 anni finisce in carcere. La vittima, una giovane donna di 33 anni, lo aveva lasciato ma lui non voleva accettare la fine della relazione

di Francesco Colombo

MAGENTA-CORBETTA-BERNATE (MILANO) – Secondo la Procura di Milano “ha maltrattato, picchiato e minacciato di morte la sua compagna”: un 46enne residente a Corbetta è finito in carcere a San Vittore con le accuse di atti persecutori, previsto dall’articolo 612 bis del codice penale. La ex fidanzata è una donna di 33 anni, originaria di Magenta. Ha lasciato il compagno dopo un periodo di convivenza a Bernate Ticino, per la precisione in un’abitazione della frazione di Casate.

Ex fidanzata picchiata e minacciata

La fine del rapporto, decisa e voluta dalla donna, è arrivata dopo che l’uomo l’avrebbe malmenata pesantemente al culmine di un violento litigio in casa, avvenuto la sera del 9 marzo. “Era una furia – ha raccontato la ex fidanzata 33enne ai Carabinieri – Mi ha buttata a terra violentemente. Ha minacciato di uccidere mia mamma e le ha sferrato un pugno al volto. Continuava dirmi che ci avrebbe ammazzato, e poi mi ha tirato una ginocchiata nelle costole”.

La fine della storia

Dopo il pestaggio, la donna deciso di interrompere ogni rapporto con l’ex fidanzato. Da quel giorno e fino al 16 marzo, il 46enne avrebbe posto in essere, secondo il Pubblico ministero, una serie di condotte “persecutorie” nei confronti della ex: dopo aver minacciato il suicidio più volte, attribuendo la responsabilità alla donna, si è presentato sotto la sua abitazione di Corbetta, citofonando con insistenza e, in un’altra circostanza, le ha sfondato il parabrezza dell’automobile.

Le minacce di morte

In quell’occasione, il corbettese le avrebbe puntato il dito contro, esclamando: “Tu muori”. Minacce sarebbero state rivolte anche alla madre della vittima: “Tua mamma me la paga, fidati”. La 33enne magentina ha deciso di sporgere denuncia ai Carabinieri il 16 marzo, supportata dalla sorella, dopo aver trovato l’auto con il parabrezza in frantumi e dopo le ennesime minacce di morte da parte del suo ex. “Temo per la mia incolumità”, ha dichiarato davanti ai militari, pur rifiutando di essere collocata in una struttura protetta.

La denuncia e l’arresto

Subito dopo la ricezione della querela, i Carabinieri hanno individuato l’uomo seduto su una panchina vicino all’abitazione della vittima, ubriaco, il quale diceva di “voler aspettare la sua fidanzata”. L’arresto è stato convalidato dalla Giudice per le indagini preliminari di Milano, Sonia Mancini, che ha evidenziato la pericolosità sociale dell’indagato: “Ha assunto condotte aggressive e persecutorie, che denotano un’assoluta incapacità di rendersi conto della portata della sue azioni”.

La giudice: “Soggetto pericoloso”

Prosegue la magistrata: “I suoi comportamenti nei confronti della donna sono caratterizzati da plurime minacce di morte, tali da rendere concreto il timore per l’incolumità fisica della parte offesa”. Secondo la giudice, l’indagato “non è in grado di controllare i propri istinti e il furore ossessivo nei confronti della 33enne”, dunque l’unica misura adeguata a scongiurare conseguenze ben più gravi è quella del carcere. Questo perché “potrebbe facilmente evadere dagli arresti domiciliari”, o comunque violare “ogni altra misura meno afflittiva, che si basa sul senso di disciplina e di autocontrollo”. Ora l’uomo si trova nel carcere di San Vittore.