L’assessore all’Urbanistica Gelli replica alle accuse di scarsa trasparenza. Del Gobbo: “Il progetto si può contestare, ma nessuno può dire di non sapere”
MAGENTA (MILANO) – “I merenderos sono quelli del Pd”. Simone Gelli si presenta in conferenza stampa con una pila di documenti sul data center previsto nell’area ex Novaceta e attacca l’opposizione. Al suo fianco il sindaco Luca Del Gobbo, che ribadisce la linea dell’amministrazione: “Il progetto può essere criticato e contestato, ma nessuno può sostenere che sia stato nascosto”.
Il carteggio con Città metropolitana
Tra le carte mostrate da Gelli c’è un carteggio tra il Comune di Magenta e Città metropolitana di Milano, nel quale l’espressione “data center” compare otto volte. Documenti consegnati ai consiglieri del Pd già nel febbraio 2025, insieme a rendering, mappe, elaborati sulla viabilità e altro materiale tecnico. “A me piace poco farmi dare del bugiardo”, afferma Simone Gelli. “Io non sono un bugiardo. Sono loro che non leggono un tubo: i merenderos sono quelli del Pd”.
“Non abbiamo mai nascosto nulla”
Il punto politico sostenuto da Gelli e Del Gobbo è netto. “Il Pd può contestare il progetto, ma non può dire che non lo sapeva. Noi non abbiamo mai nascosto nulla“, ribadiscono sindaco e assessore. Del Gobbo ricorda che del data center si sarebbe parlato più volte in consiglio comunale, in giunta e durante le conferenze stampa dedicate alle opere connesse. “Chi siede in consiglio comunale e dice di non sapere o mente oppure è in malafede”, attacca il sindaco, ricordando anche l’incontro durante il quale un dirigente comunale ha dedicato circa due ore ai consiglieri per consegnare e illustrare la documentazione.
Le osservazioni del Pd
Gelli evidenzia poi quella che considera una contraddizione nella posizione del Partito Democratico. “Nelle venti osservazioni presentate dal Pd non viene mai chiesto di sospendere o bloccare il data center. Allora qual è il vero Pd? Quello che negli atti ufficiali chiede delle modifiche oppure quello che durante l’assemblea pubblica dice di voler fermare il progetto?”
Via, integrazioni e tempi
Il progetto resta sottoposto alla procedura di Valutazione di impatto ambientale. Secondo quanto riferito durante la conferenza stampa, Arpa e Parco del Ticino hanno espresso pareri positivi, mentre il ministero dell’Ambiente ha chiesto alcune integrazioni. “Qualcuno sostiene che il progetto sia stato distrutto o demolito? Ma va”, commenta Gelli. “Sono progetti complessi ed è del tutto normale che vengano chieste integrazioni. Succede nel 90 per cento dei casi”. I tempi dipenderanno ora dalla rapidità con cui Namira Sgr risponderà alle richieste ministeriali. Le integrazioni potrebbero essere presentate tra ottobre e novembre, mentre la conclusione della Via potrebbe arrivare entro la fine del 2026.
L’accusa alla petizione
Gelli attacca anche la petizione promossa contro il data center, accusandola di contenere un falso. Secondo l’assessore, ai cittadini verrebbe chiesto di firmare affinché il sindaco non sottoscriva la convenzione, ma quella firma oggi non darebbe certo il via ai lavori. “È una balla sostenere che, se il sindaco firma, il progetto può partire. Senza la Via nessuno può partire”.
Del Gobbo difende l’operazione
Il sindaco infine difende i benefici economici annunciati dall’amministrazione: 19 milioni di euro tra opere e servizi, circa 20 milioni per la bonifica e una previsione di 150 posti di lavoro. “Oggi non esistono più aziende che creano improvvisamente 500 posti”, spiega Luca Del Gobbo. “E allora, 150 posti di lavoro non sono ‘pari a zero’, come qualcuno ha detto”. La linea dell’amministrazione resta dunque invariata: attendere l’esito della Via, valutare alcune modifiche e respingere l’accusa di aver tenuto nascosto il progetto.






